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Santa Rosa da Lima

Santa ROSA da LIMA

Suora del terz’ordine regolare dei predicatori(1586-1617) 23 agosto

s. rosaTanto bella da paragonarla ad una rosa, che divenne poi il suo nome. “Cristo è la mia forza, la Preghiera è il mio baluardo, la Fede il mio scudo” Così rispondeva ancora bambina tra estasi e auto-punizioni per scoraggiare eventuali pretendenti, diede inizio a quelli che poi diventeranno i primi servizi sociali del Perù.

Rosa nacque a Lima, la capitale del Perù, il 20 aprile 1586 da Gaspar de Flores, che era immigrato da Porto Rico nel 1548, e da Maria de Oliva, la giovane moglie. Venne battezzata Isabel de Flores il 25 maggio, che quell’anno era la Pentecoste. Una signora indianacolpita dalla bellezza della bambinadichiarò, con un’espressione ancora usata in spagnolo, che ella era «comò una rosa» (come una rosa) e da quel momento venne conosciuta col nome Rosa. Ricevette la cresima dall’arcivescovo di Lima, S. Turibio di Mogrovejo (23 mar.), all’età di quattordici anni, e in seguito aggiunse «de Santa Maria» al suo nome.

Da adolescente scelse come modello S. Caterina da Siena (29 apr.), che aveva conosciuto tramite la Vita di Raimondo di Capua. Aveva esperienza non solo di estasi mistiche ma anche di stigmate e di altre sofferenze che Caterina indicava chiaramente come segni visibili di una sofferenza interiore. Forse per imitazione o forse a causa delle sofferenze della sua stessa vita. Rosa sviluppò una forma di vomito autoindotto (oggi conosciuta come bulimia) dopo i frugali pasti e l’auto flagellazione  (la Vita, probabilmente esagerando, parla di quattro ore al giorno), che praticava già da bambinasia come segno di devozione totale a Diosia come mezzo per scacciare il “pericolo” di un fidanzamento e le attenzioni dei giovani nel negozio del padre.

I parenti e gli amici la deridevano, ma queste reazioni rafforzarono solo le sue inclinazioni. Un giorno, per esempio, sua madre le aveva messo una ghirlanda di fiori S. ROSA da LIMAsul capo per renderla più attraente per una visita. Rosa subito si piantò in testa uno dei fermagli che la tenevano, tanto profondamente da non riuscire più a toglierla.

I suoi genitori erano molto orgogliosi del suo bell’aspetto, e la gente spesso la lodava per la bellezza. Ella però, nonostante le aspettative dei genitori, era assolutamente decisa a non sposarsiessendosi votata a Dio. Incapace di opporre un semplice rifiuto, Rosa scoraggiava i suoi pretendenti sfregandosi la faccia con del pepe per essere certa di averla sempre sfigurata e rovinata. Ma non era sufficiente, perché un giorno una donna lodò la pelle delle sue mani e le dita ben formate. Rosa se le grattò con una lima e il risultato fu così doloroso che per un mese non riuscì a vestirsi. Si impegnava per dominare la propria volontà e per obbedire ai suoi genitori, anche se il loro volere sembrava contrario a quello che le pareva il volere di Dio, Ella infatti desiderava entrare in clausura, ma i suoi genitori non glielo permettevano.

Quando la famiglia perse molto denaro in una speculazione sbagliata, Rosa si impegnò a lavorare in giardino di giorno, vendendo i fiori che coltivava, e fino a tarda notte come cucitrice. Tentarono di persuaderla ad accettare un marito, ma ella rifiutò, facendo un voto di verginità perpetua e, come Caterina, diventando una terziaria domenicana.

La questione del matrimonio durò dieci anni. Viveva nella casa di famiglia ma, come Caterina nella sua cella, in semi-reclusione, in un eremo che da bambina aveva costruito nel giardino, dove dormiva su un letto di assi rotte. Quando si sentiva scoraggiata all’idea di un’altra notte di torture, una voce la sosteneva nella sua decisione: «La mia croce era molto più dolorosa». Indossava sul capo una “corona di spine”, un cerchio d’argento con piccole punte all’interno e rose all’esterno per fare piacere a sua madre.

Pare che cadesse in estasi quando parlava di Dio o riceveva la comunione. Una delle sue abitudini più commoventi era quella di unirsi agli uccelli e agli insetti e di cantare con loro. Veniva continuamente criticata da parenti, amici e da altre persone ed era soggetta a frequenti episodi di depressione alternati a momenti di estasi, e attribuiva i primi all’intervento del diavolo.

Le sue energie, tuttavia, non erano concentrate solo su se stessa: in una stanza della casa di famiglia organizzò una piccola infermeria dove si prendeva cura di bambini S. ROSA da LIMA1abbandonati e di persone anziane ammalate. La finalità era molto nobile e questa iniziativa è stata considerata come «l’inizio dei servizi sociali in Perù» (N.C.E.). Probabilmente furono gli atti di carità che compì più che le mortificazioni a contribuire a renderla così popolare a Lima all’epoca della sua morte.

Trascorse l’ultimo anno di vita nella casa di Gonzalo de Massa, un ufficiale del governo, e della moglie, che le era amica. Morì il 24 agosto 1617, all’età di trentun’anni. Alcune persone parlarono di eventi miracolosi avvenuti mentre era in vita e dopo, ma non vennero credute dalle autorità religiose. Ancora vivente, venne esaminata da una commissione di sacerdoti e fisici che giudicarono le sue esperienze mistiche effettivi “doni di grazia“.

Dopo la sua morte il capitolo, il senato e le corporazioni più rispettabili della città accompagnarono il suo corpo al luogo della sepoltura ma la folla di persone che si era radunata era tale che non fu possibile fare il funerale per diversi giorni. Venne seppellita in forma privata nel chiostro della chiesa di S. Domenicocome aveva chiesto, ma in seguito il suo corpo venne trasportato all’interno della chiesa stessa e oggi è interrato nella cripta sotto un altare.

Rosa da Lima venne beatificata da Clemente I X nel 1668 e canonizzata da Clemente X il 12 aprile 1671, insieme a S. Giovanni della Croce (14 dic). È la prima santa canonizzata del Nuovo Mondo e fu proclamata patrona del Perùdi tutta l’America (meridionale) delle Indie e delle Filippine.

Rosa deve essere considerata come una persona che ha resistito alle dure pressioni esercitate verso i più deboli e, particolarmente verso le donne, anche se questa angolatura non è mai stata approfondita nel passato.

E’ INVOCATA: – come protettrice di fiorai e giardinieri

Dagli “Scritti” di santa Rosa da Lima, vergine

Il Salvatore levò la voce e disse:

– “Tutti sappiamo che la grazia segue alla tribolazione, intendano che senza il peso delle afflizioni non si giunge al vertice della grazia, comprendano che quanto cresce l’intensità dei dolori, tanto aumenta la misura dei carismi. Nessuno erri né si inganni; questa é S. ROSA da LIMA2l’unica vera scala del paradiso, e al di fuori della croce non c’é altra via per cui salire al cielo.”

Udite queste parole, mi sentii spinta a scendere in piazza per gridare a tutti, qualunque fosse la loro età, il sesso e la condizione: Ascolta, popolo; ascoltiamo, genti tutte. Da parte di Cristo e con parole della sua stessa bocca vi avverto che non si riceve grazia senza soffrire afflizioni. E’ necessario che dolori si aggiungano a dolori per conseguire l’intima partecipazione alla natura divina, la gloria dei figli di Dio e la perfetta bellezza dell’anima.

Questo stesso stimolo mi spingeva fortemente a predicare la bellezza della grazia divina, mi tormentava e mi faceva sudare ed anelare. Mi parve che l’anima non potesse più trattenersi nel carcere del corpo, ma che la prigione dovesse rompersi, ed essa, libera e sola, con più agilità, se ne andasse per il mondo gridando: Oh se i mortali conoscessero che gran cosa é la grazia, quanto é bella, quanto nobile e preziosa, quante ricchezze nasconde in sé, quanti tesori, quanta felicità e delizie! Senza dubbio andrebbero essi stessi alla ricerca di fastidi e pene; andrebbero questuando molestie, infermità e tormenti invece che fortune, e ciò per conseguire l’inestimabile tesoro della grazia. Questo é l’acquisto e l’ultimo guadagno della sofferenza ben accettata. Nessuno si lamenterebbe della croce e dei dolori, che gli toccano in sorte, se conoscesse con quali bilance vengono pesati nella distribuzione fra gli uomini.”

(Al medico Castillo; ed. L. Getino, La Patrona dell’América, Madrid 1928, pp. 54-55)

FontiIl primo grande dizionario dei santi di Alban Butler /  http://www.istitutoaveta.it/S.%20Rosa%20da.htm

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3 comments

  1. SR.MARIA GLADYS ha detto:

    AUGURI..!!…SONO DA LIMA, SONO VERGINE CONSACRATA..BEL COMMENTO SULLA VITA DI ROSA DA LIMA!!…CHE IL PROFUMO DELLA SUA VITAPORTI ALLE VOSTRE GIOIA NELL’AMORE A DIO!!…GRAZIE!!

  2. biscobreak ha detto:

    Grazie suor Maria Gladys! Che Dio la benedica e santa Rosa la protegga sempre! Per ricambiare le offriamo una preghiera con tutto il cuore alla nostra cara mamma celeste, in questo giorno radioso!

  3. emilio ha detto:

    cerco testi in italano su santa rosa da lima (es i suoi scritti)
    ottime recensione….grazie