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Santa Monica

SANTA MONICA   

Vedova e madre di Sant’Agostino (ca. 331 – 387) 27 Agosto

La sua costanza nella lotta per la conversione della sua famiglia, e in particolare per S. MONICAquella del suo prediletto Agostino, venne premiata con un dono per l’umanità, di un santo d’eccezione. Che la sua storia possa essere di conforto a tutte le mogli-madri del mondo che soffrono per lo stesso motivo.

Monica fu la madre di S. Agostino (28 ago.). Di solito le sante sposate vengono venerate in quanto madri di santi o di illustri re cristiani e perché rappresentano alcune altre “virtù oggettive”, oltre alla condizione di mogli. Monica è sempre stata considerata una vedova.

Praticamente tutte le informazioni sul suo conto provengono  dalle  Confessioni,  dai Dialoghi, da De Beata Vita dalle lettere di Agostino, sulla cui vita ebbe un’influenza grandissima: « Non ho parole sufficienti per esprimere il profondo affetto che provava per me […] Aveva il corpo debole di una donna, ma la fede forte di un uomo, la dignità appropriata all’età, un amore materno per il suo figlio e una cristiana devozione».

S. MONICA1Egli la considera dal punto di vista del suo sviluppo personale, e spesso esprime opinioni contraddittorie, che rendono il racconto più credibile rispetto a un’agiografia. Monica non ha lasciato una testimonianza della sua vita, ma poiché quella di Agostino corrisponde alla sua, di lei si hanno informazioni più dettagliate rispetto a molti altri santi. Altre fonti sono le interpretazioni degli scritti di Agostino, le tradizioni o le meditazioni. Presumibilmente  nacque a Tagastein Nord Africa e ricevette un’educazione rigidamente cristiana (a differenza di Agostino).

Fu chiamata con il nome della divinità nordafricana Mon, segno che forse in precedenza la sua famiglia era pagana. Monica e le sorelle furono affidate per la maggior parte della loro infanzia a una bambinaia molto severa, che proibiva loro di bere acqua durante i pasti perché temeva potessero arrivare ad abusare del vino in seguito. Il vino era infatti considerato un eccitante erotico e perciò pericoloso per le adolescenti. Monica non viene presentata come una persona perfetta, ma come una ragazza che, per grazia di Dio, crebbe e si sviluppò nell’intensità spirituale e nelle virtù di una matrona romana: gravitas, pietas eseveritas (serietà, devozione e disciplina). Nonostante le santa monicaprecauzioni della bambinaia, Monica amava molto il vino e cercava di farselo dare dai suoi genitori a tavola. Iniziò a berne pochi sorsi ben presto arrivò a un bicchiere al giorno, ma quando uno schiavo la chiamò alcolizzata ella si pentì immediatamente e smise.

I suoi genitori la fecero fidanzare con Patrizio, un uomo con un carattere molto forte, che forse faceva parte della comunità cristiana. Spesso viene descritto come una persona dal temperamento incontrollabile e violento, ma in realtà si conosce solo un episodio nel quale punì dei servitori chiacchieroni, dietro richiesta della madre, perché stavano causando problemi tra lei e Monica (lirascibile suocera viveva nella stessa casa e in seguito si convertì grazie all’influenza di Monica). Patrizio non picchiò mai Monica, ma non aveva la fede e  solo alla fine divenne cristiano, facendosi battezzare nel 370. Agostino dice che era stranamente gentile e che si assicurò sempre che suo figlio ricevesse una buona educazione (anche Monica desiderava che suo figlio ricevesse la miglior educazione classica possibile). Con difficoltà Patrizio, poco prima di morire, riuscì a raccogliere il denaro per mandare Agostino a Cartagine.

In genere Agostino è molto freddo nei suoi confronti e si rammarica di non essere stato meglio “domato” a parole e a fatti. Monica era felice con Patrizio e, secondo l’uso dell’epoca, considerava il contratto di matrimonio come una promessa di obbedienza al suo padrone. Egli morì nel 371, quando Monica aveva santa-monicaquarant’anni ed ella decise che avrebbe voluto essere seppellita insieme a lui nella tomba che gli aveva fatto costruire. Monica ebbe almeno tre figli: Agostino, il maggiore, Navigio e Perpetua. Non è escluso che abbia avuto un altro figlio e un’altra figlia. Nelle Confessioni Agostino parla molto poco dei fratelli, e presenta la sua relazione con la madre come un rapporto esclusivo e accentrante.

Egli racconta la storia del cammino del suo cuore e di come sua madre abbia  provveduto a dargli un sentimento di sicurezza e a fargli sperimentare e comprendere l’aspetto materno e femminile di Dio (e della Chiesa) che mitiga la mera paternità a cui egli anelava. Veniamo a conoscenza, tuttavia, di particolari su Monica che rivelano una persona con le sue contraddizioni, e probabilmente reale. Ella per esempio amava molto la pace, anche se poteva essere profondamente sarcastica. Fu il tramite per l’amore di Dio, anche se c’era una sorta di «desiderio non spirituale» nell’affetto per il figlio favorito. Monica allattò Agostino al seno, fatto poco comune in una famiglia come la loro e con il suo latte, egli dice, ella lo imbeveva della generosità di Dio.

Insieme, madre e figlio iniziarono il cammino di catecumeni, anche se lui come molti altri all’epoca non era battezzato. Era troppo attaccata ad Agostino: «Le piace avermi con sé, come tutte le madri, ma a lei piaceva molto di più». Non pensava al matrimonio di Agostino perché era impegnata nella sua formazione professionale; Agostino glielo rimprovera: «La mia famiglia non fece nulla per salvarmi dalla caduta. Si preoccupavano solo che imparassi a parlare con eloquenza e a persuadere la gente con i miei discorsi».

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In realtà Monica era disturbata dalla vita dissoluta e licenziosa di Agostino, ma egli considerava i suoi ammonimenti come semplici «consigli da donna». Monica pregava per la sua conversionequando egli divenne manicheo non volle più vederlofino a che non venne rassicurata in sogno che alla fine sarebbe giunto a condividere pienamente con lei la fede. Era molto scoraggiata, quando un essere luminoso le apparve e le disse che doveva asciugarsi le lacrime, perché «tuo figlio è con te». 

Ella parlò ad Agostino della visione, ed egli le rispose che certamente sarebbero potuti stare vicini se ella avesse rinunciato alla sua fede. Monica gli replicò: «Non ha detto che io ero con te, ma che tu eri con me!». Ella tentò anche di persuadere un ex manicheo diventato vescovo a convincere Agostino ad abbracciare la vera fede, ma egli si prese gioco di lei, facendole notare che Agostino era abbastanza intelligente da comprendere entrambe le dottrine da solo. Poi aggiunse: «Per favore vattene ora. Un figlio per il quale ti preoccupi così tanto non morirà sicuramente».

Quando Agostino andò in Italia nel 383, ella decise di seguirlo. Egli era partito insieme alla sua compagna e al figlio, e aveva lasciato la madre in un santuario a Cartagine, adducendo la scusa di dover salutare un amico. Così egli ricorda nelle Confessioni«Hai permesso ai miei desideri di intraprendere un viaggio che sarà la loro fine, e hai usato il suo amore eccessivamente geloso per il figlio come fonte di sofferenza per una giusta punizione». Monica andò a cercarlo a Romama Agostino aveva già lasciato la città. Lo seguì allora a Milano, dove si era stabilito e dove Monica divenne amica di S. Ambrogio (7 dic): era così influenzata da lui che smise di portare offerte di cibo e pane ai santuari il giorno della festa dei santi. Il santo vescovo glielo aveva proibito perché quell’atto poteva essere un’occasione per ubriacarsi e perché ricordava i riti dei morti pagani.

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Quando la regina madre ariana, Giustina, iniziò a perseguitare Ambrogio, Monica lo vegliò innumerevoli volte e gli disse di essere pronta a morire con lui o per lui. Per quindici anni Monica aveva tollerato le relazioni licenziose di Agostino, ma decise che era suo compito assicurarsi che si sposasse per il suo bene e per poter essere ammesso al battesimo. Gli propose di combinare un matrimonio con una ricca ereditiera, e cercò di convincere Agostino ad abbandonare la sua compagna. Alla fine Monica però dovette accettare il suo rifiuto: si ritirò con lui e altri amici nella villa di Verecondo a Cassiciacum: ella si occupava della casa ma era in grado di partecipare, anche se timidamente ad un livello poco profondo, alle discussioni teologiche e dotte della cerchia di Agostino a Milano.

La compagna di Agostino e le mogli dei suoi amici erano troppo impegnate con i figli e con le faccende domestiche per potere prendere parte a questo genere di discussioni. Pare che Monica conoscesse la Bibbia e che Agostino l’abbia iniziata agli studi di filosofia. Agostino iniziò ad apprezzare la sapienza che la madre aveva acquisito tramite la pratica religiosa a un livello consono alle sue capacità, e cambiò atteggiamento riguardo la presunta supremazia della filosofia.

SANTA MONICA DESCRITTA DAL FIGLIO

(Brani tratti dal Libro nono, de “Le Confessioni” di Sant’Agostino )

Arrivò perfino a incoraggiarla a pregare più intensamente. Monica era sopraffatta dalla gioia per la conversione del figlio e per il battesimo, avvenuto nel 387«Ella ha visto che le hai donato molto più di quello che aveva domandato con le lacrime, le preghiere, i lamenti». Monica decise di ritornare in Africa con il figlio, ma morì lungo il cammino, a Ostia, all’età di cinquantacinque anni.

Prima di morire aveva condiviso con Agostino una strana esperienza spirituale, quasi mistica, di ascesa verso la verità ultima dove erano arrivati «perfino oltre le loro stesse anime». Questo fatto è noto come «la visione di Ostia». Agostino fu sopraffatto dal
S. MONICA 4dolore per la morte della madre, ma, risolutamente stoico e controllato, non permetteva né a se stesso né al figlio di abbandonarsi alle lacrime in pubblico, e arrivò a domandare a Dio di eliminare i suoi sentimentiSi sfogava nella sua camera, sperando che Monica «riposasse in pace con il marito». Pregava per i suoi peccati, non accettando il fatto che la madre potesse avere raggiunto la perfezione. Il culto di Monica è tardo e si sviluppò nell’ultimo Medio Evo. Nel 1162 il canonico Walter di Arrouaise portò una reliquia della santa nella sua città, dove gli agostiniani locali iniziarono a venerarla, fissando la sua memoria il 4 maggio. Nel 1430 papa Martino V trasferì le sue presunte reliquie da Ostia a Roma, dove vennero reclamate dalla chiesa di S. Agostino. La sua memoria in passato era il 4 maggio, trasferita al 27 agosto in tempi recenti. È la patrona di numerose associazioni di madri cristiane. Nell’iconografia indossa un abito nero o grigio da vedova o da suora e spesso è velata.

È INVOCATA: – come protettrice di madri di famiglia e vedove

FonteIl grande dizionario dei santi di Alban Butler

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