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San Giovanni Eudes

SAN GIOVANNI EUDES

fondatore ( 1601 -1680) 19 Agosto

Visse negli anni dei terribili massacri e guerre tra cattolici e protestanti, anni nei quali San Giovanni Eudesil popolo vedeva i pastori come dei ricchi approfittatori e anche i più solerti venivano frenati per mancanza di fondi. Contribuì alla diffusione della devozione al S. Cuore di Gesù e di Maria.

Giovanni Eudes nacque il 14 novembre 1601 a Ri, un piccolo villaggio della Normandia vicino ad Argentan in Francia. Il paese usciva allora da anni di terribili massacri e di guerre tra cattolici e protestanti. I cattolici francesi mancavano in generale di educazione sulle pratiche e i fondamenti della fede. Necessitavano di un rinnovamento spirituale e dottrinale, come sostenevano i grandi predicatori e maestri della Controriforma, quali S. Francesco di Sales (24 gen.), Pietro de Bérulle (1575-1629) e S. Vincenzo de’ Paoli (27 sett.). S. Giovanni Eudes fu un loro seguace.

DAL I° LIBRO DI SAN GIOVANNI EUDES SULLA DEVOZIONE AL S. CUORE DI MARIA

I genitori di Giovanni, Isacco e Marta Cobin, avevano pregato per tre anni per avere un figliofacendo voto di andare in pellegrinaggio a una cappella della Vergine Maria distante trenta chilometri se ne avessero avuto unoNon appena Marta rimase incinta adempirono al loro voto, offrendo il bambino al Signore e alla santissima Madre. Ebbero altri sei figli dopo Giovanni.

Nel diario spirituale che tenne fino alla morte, Giovanni ricorda la completa inadeguatezza dell’istruzione religiosa che ricevette nella sua parrocchia, mettendo in relazione questo fatto con la scarsa religiosità del suo villaggio. Per esempio, la maggior parte dei fedeli faceva la comunione solo a Pasqua. Giovanni diede segni precoci di coscienza religiosa; dall’età di circa dodici anni iniziò a comunicarsi tutti i mesi, dopo essersi San Giovanni EudesconfessatoPoco dopo fece voto di castità e si recò in un villaggio vicino dal sacerdote Giacomo Blanette per le sue prime lezioni di catechismo e di grammatica. II 9 ottobre 1615 suo padre lo mandò in un collegio gesuita a Caen, distante cinquanta chilometri. Rimase molto colpito dalla sincerità e dalla pietà dei suoi insegnanti, soprattutto dal rettore Robin. Nel 1618 entrò a far parte della confraternita di Maria. Il 19 settembre 1620 ricevette la tonsura e gli ordini minori, ma non era sicuro di voler entrare a far parte del clero diocesano, che gli appariva mediocre in modo avvilente. Inoltre la vita religiosa non lo interessava.

Bérulle aveva fondato l’Oratorio di Gesù a Parigi undici anni prima, sul modello degli oratori di Filippo Neri (26 mag.), che divenne nota come la “scuola francese“. Essa riteneva che il fine ultimo della devozione cristiana fosse l’imitazione: ognuno doveva ispirarsi alla vera adorazione offerta da Cristo al Padremeditando e prendendo come modello le sue diverse “condizioni“. L’itinerario cristiano ideale comprendeva adorazione, elevazione, offerta di sé e servizio.

Giovanni, profondamente colpito da queste teorie, seguì le raccomandazioni del suo maestro in maniera conforme alla sua vita e al suo ambiente. Il 25 marzo 1623 entrò nell’Oratorio di Parigi e l’anno seguente venne mandato a studiare ad Aubervilliers da Cado de Condren. Venne ordinato sacerdote il 20 dicembre 1625. Una strana malattia lo rese fisicamente così debole da impedirgli qualsiasi lavoro, e trascorse due anni di vita ritirata, pregando e leggendo. Una volta ristabilito, venne a sapere che una regione adiacente al suo villaggio era stata colpita dalla peste e chiese il permesso di recarvisi. Per due mesi si prese cura dei malatiportando loro i sacramenti. Il contagio finì nel novembre 1627 e Giovanni si recò a Caen come predicatore, confessore e direttore spirituale. Nel 1630 Caen fu contagiata: ancora una volta Giovanni rischiò la vita per aiutare le vittimePer proteggere i suoi compagni San Giovanni Eudes1sacerdotiandò a vivere in una cella per vino, vuota, che Madame de Budos (badessa benedettina che era sotto la sua direzione spirituale) aveva messo a disposizione nei campi dell’abbazia di Caen.

Nell’aprile 1631 lasciò la cella per prendersi cura degli altri oratoriani, due dei quali erano appena morti. Anch’egli si ammalò gravementema riuscì a guarire. Dal1631 Giovanni tenne più di cento missioni in Normandia e altrove, ognuna delle quali durava da sei a otto settimane, tempo minimo necessario per istruire i fedeli, che per la maggior parte erano profondamente ignoranti. Lo scopo principale di queste missioni, indirizzate soprattutto ad adulti cattolici (e a volte, ma senza grande successo, ai protestanti che non avevano lasciato il paese), era la conversione,cioè un cambiamento di vita radicale. E’ difficile comprendere oggi l’originalità e l’efficacia di questo metodo, nello stato generale di lassismo dell’epoca: le discussioni tra i missionari e i parroci erano frequentii fedeli si lamentavano sovente dell’inefficienza e della cupidigia dei loro pastori, e questi erano riluttanti a finanziare le missioni, anche perché le tasse statali erano già elevate.

Il sostegno economico doveva essere quindi cercato dai ricchi possidenti: il diario di Giovanni testimonia come potesse contare su una cinquantina di uomini di buona volontà – mercanti o persone che avevano ricevuto una ricca eredità. Per attirare il maggior numero di persone possibile si organizzavano processioniadorazioni della croce, spettacoli, mimi, tutto per perseguire lo scopo principale: l’istruzione nei princìpi della fede, cioè il credo, i sacramenti, l’esame di coscienza e la giusta disposizione per la comunione. Una confessione generale chiudeva le settimane di duro lavoro («I predicatori spaventano gli uccelli. I confessori li catturano!» diceva Giovanni). Alla fine del XVII secolo queste missioni cominciarono a tendere non più all’insegnamento dei princìpi della religione agli ignoranti, ma al progresso di coloro che avevano già conosciuto la fede. Alla fine del XVIII secolo gli sforzi degli eudisti e di altri avevano prodotto un nutrito corpo di sacerdoti e di parrocchiani zelanti, motivati, istruiti e in grado di continuare da soli il lavoro.

Nel 1637 Giovanni pubblicò La vita e il regno di Gesù nelle anime cristianeche riassumeva l’essenza del suo pensiero. Venne ristampato sedici volte durante la sua vita. Il libro contiene concetti mistici e teologici adattati agli scopi della predicazione popolare, e può essere perciò considerato un manuale pratico per la vita cristiana. Presenta pensieri e pratiche per i diversi aspetti della vita quotidiana, ripercorre gli «stati e i misteri della vita di Gesù» nell’anno liturgico come fonti di grazia. Giovanni aggiunse al pensiero di Bérulle, di Condren e di altri la sua visione della generosità di Gesù, delle «emozioni e degli affetti del suo cuore». Questo gli permise di presentare concetti difficili San Giovanni Eudes2come quello della Trinità in maniera diretta, cosa insolita per l’epoca. «L’unione del Padre e del Figlio è il modello della nostra unione con Dio per mezzo del battesimo. Lo Spirito Santo è il legame che unisce l’Uno con l’Altro e me e te con Dio, e che ci permette di essere con Gesù e di rapportarci con lui in maniera perfetta mentre siamo in vita».

Altri libri seguirono il primo fondamentale lavoro, tra cui le Meditazioni, nelle quali sostiene che la vita cristiana è una relazione vitale con Gesù in tutti gli aspetti della sua umanità.

Nel 1641 Giovanni, ispirato da Maddalena Lamy, che si prendeva cura di alcune ex prostitute, fondò l’ordine, non riconosciuto ufficialmente, di Nostra Signora della Carità, sotto la direzione di Madame Morin, una protestante convertita, con lo scopo di occuparsi di queste donne e ragazze. Nel 1644 affidò l’ordine alle visitandine di Caen e nel 1643 lasciò l’Oratorio per aprire un seminario a Caen. Nonostante il parere contrario degli oratoriani, fondò una nuova congregazione per educare i sacerdoti nei seminari, la Congregazione di Gesù e Maria (gli eudisti), che si sarebbe diffusa in seguito a Coutances, Lisieux, Rouen e, con meno successo, a Evreux. A Rennes ci vollero due amii prima d i riuscire ad aprire la sesta casa, dal 1670 al 1672, e a Parigi i suoi nemici persuasero il parlamento della città a bocciare il progetto di aprirvene una.

Nel 1657, inoltre, aiutò le suore di Caen a fondare l’Ordine delle Suore di Nostra Signora della Carità del Rifugio, che in seguito aprì numerosi rifugi per prendersi cura delle prostitute. Queste difficoltà diedero origine ad anni di opposizioni e ritardi burocratici per ottenere il dovuto riconoscimento, che si aggiunsero al perenne problema dei finanziamenti. Invitati a tenere le missioni a palazzo, nel 1671 e nel 1673. La regina, in particolare, rimase estremamente colpita dalla fede di Giovanni, ma un falso documento mostrato al re ne ritirò la sua protezione.

Giovanni dovette lasciare Parigi e rimanere confinato a Caen. Paradossalmente, il San Giovanni Eudes3documento produsse gli stessi effetti a Roma: seguì un periodo di calunnie, accuse e diffamazioni pubbliche. Giovanni contribuì alla diffusione della devozione al Sacro Cuore.

Nel 1643 Giovanni fece i primi tentativi per introdurre la commemorazione del Sacro Cuore, ricevendo appoggio da alcuni vescovi. Nel 1646 Giovanni istituì la celebrazione del Sacro Cuore di Maria e nel 1672 quella del Sacro Cuore di Gesù, ma la partecipazione non fu molto entusiastica. Scrisse diversi uffici per le commemorazioni e, nel 1670, L’ammirevole cuore della Madre di Dio(pubblicato postumo nel 1681). La festa del Sacro Cuore di Gesù venne approvata solo nel 1765, da Clemente XIII.

Alla fine le suppliche al papa ottennero l’invito a un’udienza per il 16 giugno 1679. Da parte sua Luigi, dimenticando il passato, dichiarò che l’operato di Giovanni era lodevole e che avrebbe potuto contare sull’appoggio regale. Questa dichiarazione equivaleva a un’assicurazione della sopravvivenza della congregazione. Le Costituzioni dell’ordine convocavano un’assemblea generale ogni tre anni. Giovanni convocò la prima nel giugno 1680, nella quale venne nominato un nuovo superiore.

Morì in pace a Caen il 19 agosto 1680. Giovanni venne beatificato da papa S. Pio X nel 1909 e canonizzato da Pio XI nel 1925 come «padre, dottore e apostolo del culto liturgico del Sacro Cuore di Gesù di Maria». L’ordine venne ricostituito nel 1826. Oggi per la maggior parte si dedica all’educazione secondaria ed è stato estremamente attivo in Nord e Sud America e nelle Indie Occidentali, così come in Europa. Nel 1835 le Suore di Nostra Signora della Carità del Buon Pastore furono riconosciute come congregazione, e a loro fu affidata l’amministrazione delle scuole riformate.

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Fonte: Il primo grande dizionario dei santi di Alban Butler

 

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