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San Raimondo Palmerio

San Raimondo Palmerio

Calzolaio (1140-1200) 27 luglio

Uomo particolarmente provato dal dolore della morte del padre, della madre, dei S. Raimondo Palmeriocinque figli e infine della moglie, non si lascia abbattere, ma si fa servo per amore di Dio divenendo il difensore dei poveri e degli oppressi, creando ospizi e rifugi per uomini, donne e bambini, difendendo la causa dei miserabili in tribunale e per le strade della sua città.

Raimondo Zanfogni, nato a Piacenza nel 1140, a quindici anni si recò con sua madre, a quel tempo già vedova, in pellegrinaggio a Gerusalemme e si fermò in Terra Santa per un certo periodo. Alla morte della madre sulla via del ritorno, Raimondo ritornò a Piacenza da solo, portando con sé un ramo di palma tipico dei pellegrini (da cui deriva il suo soprannome, Palmerio). Si sposò e lavorò come calzolaio per mantenere i suoi cinque figli e la moglie, ma il suo interesse principale era discutere con la gente su argomenti religiosi; presto diventò un buon conoscitore di questioni spirituali, benché esista l’ipotesi che fosse analfabeta. Dopo poco tempo, iniziò a svolgere un apostolato speciale, radunando gruppi di operai nei giorni festivi e impartendo loro semplici lezioni di religione, con un tale successo che gli fu chiesto di predicare pubblicamente; Raimondo rifiutò questo incarico, affermando che era riservato ai sacerdoti e agli altri studiosi.

I suoi cinque figli morirono tutti nello stesso annoe quando successivamente nacque il sesto, Raimondo lo consacrò a Dio. Alla morte della moglie, dopo lunga malattia, decise di recarsi in pellegrinaggio; visitò il maggior numero possibile di tombe di santi, iniziando con quello di San Giacomo di Compostella. Si S. Raimondo Palmerio1recò in Provenza, dove venerò le reliquie di S. Maria Maddalena (22 lug.), a Pavia, dove erano i conservate quelle di S. Agostino (28 ago), e a Roma. Mentre stava progettando di recarsi a Gerusalemme, ebbe una visione di Cristo, probabilmente nel 1178, che gli diceva di ritornare a Piacenza a svolgere un apostolato in favore dei poveri; perciò dedicò il resto della vita all’assistenza dei bisognosi della sua città. 

Gli fu assegnato un grande edificio, che trasformò in ospizio per i poveri e gli ammalatielemosinando cibo e medicine; quando vide che il progetto stava attirando troppe persone perché riuscisse ad assisterle tutte, cominciò a camminare per le strade, reggendo una croce e gridando: «Aiutateci, voi cristiani duri di cuore e crudeli; stiamo morendo di fame mentre voi vivete nell’abbondanza!».

Divenne portavoce dei poveri in città e loro difensore davanti ai giudici, accompagnandoli in tribunale e minacciando ai loro oppressori la punizione divina, se non avessero mostrato pietà. Fondò altri istituti per aiutare chi ne aveva bisogno, incluso un ospizio per donne nullatenenti e prostitute pentite; tentò di raccogliere denaro per la loro dote, affinché potessero o sposarsi o diventare monache, e si occupò dei bambini abbandonati, degli orfani e dei pellegrini, oltre a fare il possibile per assistere i carcerati.

Mentre sembra aver ricevuto un sostegno considerevole dalle autorità per la sua attività, ottenne meno risultati quando intervenne nelle questioni politiche, tentando di porre fine a una guerra tra Piacenza e Cremona, e spingendo il vescovo a impedire gli scontri violenti tra le fazioni politiche presenti nella stessa Piacenza. Raimondo morì il 27 luglio 1200, fu sepolto in una cappella vicino alla chiesa dei Dodici Apostoli, e le autorità cittadine gli elevarono, a loro spese, una splendida tomba.

Presto si diffuse la voce che vi avvenivano miracoli, così il culto si propagò molto S. Raimondo Palmerio2nella zona. Gli elenchi dei miracoli avvenuti per sua intercessione sono conservati a Piacenza e in altre città vicine, ma le iniziative di presentare la sua causa furono ostacolate dalle lotte tra Piacenza e il papato. Una Vita fu scritta nel 1212 da un canonico di Piacenza che aveva conosciuto personalmente il santo. Non è chiaro perché i successivi tentativi di canonizzazione siano falliti, e a partire dalla fine del XIV secolo si assistette a un declino del culto.

Alcune monache cistercensi custodirono il sepolcro e lo restaurarono, facendolo diventare di nuovo meta di pellegrinaggi; nel 1576 e 1588 fu garantita l’indulgenza del papa ai pellegrini che la visitavano, infine, nel 1602, fu approvato un Ufficio in suo onore. Fosse vissuto in secoli successivi, Raimondo avrebbe probabilmente fondato un ordine religioso per perpetuare il suo prezioso ministero, ma sarebbe ora un peccato dimenticare il suo apostolato e non riconoscerlo come un esemplare vivente del Vangelo sociale ispirato da una devozione semplice per Nostro Signore.

FonteIl primo grande libro dei santi di Alban Butler

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