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Il mistero della Tomba dei Santi Pietro e Paolo

mistero-tomba-pietro-e-paoloIl mistero della tomba dei Santi Pietro e Paolo

 

Dalle ricerche storiche e archeologiche di Alban Butler, tutto ciò che si è venuto a sapere sulle reliquie ed i resti di questi due pilastri della chiesa.

 

Sant’Ireneo (28 giù.), che scrive nel II secolo, definisce la Chiesa di Roma «la più grande e antica Chiesa, fondata dai due gloriosi apostoli Pietro e Paolo»; Ireneo era stato discepolo di Policarpo (23 feb.), che si era seduto ai piedi dell’evangelista Giovanni (27 dic); questa tradizione orale ci porta ai primi giorni della Chiesa nascente. Eusebio cita Gaio, presbitero della Chiesa di Roma durante il pontificato di Zefirino (198/9-217), il quale afferma che il corpo di Pietro era stato sepolto in un «trofeo» (monumento sepolcrale), nel cimitero sul colle Vaticano, e si pensa che questo “trofeo” sia stato innalzato da papa Anacleto (secondo dopo Lino a salire al soglio pontificio, dal 79 al 91).

Le reliquie del capo degli apostoli furono trasferite nelle catacombe durante le persecuzioni di Eliogabalo (o Elagabalo, imperatore dal 218 al 222) o Valeriano (imperatore dal 253 al 260), quando il “trofeo” fu distrutto; non furono riportate sul colle Vaticano fino a quando furono traslate nella nuova basilica fatta costruire da Costantino all’inizio del IV secolo.

mistero tomba pietro e paolo.1

Catacombe sotto san Pietro

Da antichissima data Pietro e Paolo furono accomunatiscavi archeologici tra il 1915 e il 1922 nelle catacombe della via Appia, accanto all’attuale chiesa di S. Sebastiano, hanno portato alla luce una grande sala, risalente al 250, con le pareti ricoperte da graffiti, presumibilmente dello stesso periodo, alcuni sono indecifrabili, ma circa ottanta di essi fanno riferimento a Pietro e Paolo, per es.: «Io,Tomio Celio, celebro una festa in onore di Pietro e Paolo»; «Pietro e Paolo intercedete per Vittore» e «Pietro e Paolo non dimenticatevi di Antonio Basso». Queste spontanee e spesso semi-illetterate invocazioni di protezione, scritte in latino o in greco, testimoniano il grande culto popolare di cui godevano i due apostoli, e la stele di papa Damaso I, eretta nelle vicinanze, dedicata ai due santi, può indicare il luogo della loro sepoltura o commemorare l’istituzione della festa loro dedicata.

Recenti scavi hanno dimostrato, al di là di ogni ragionevole dubbio, che la tomba di Pietro è situata sotto la grande basilica a lui dedicata, ma non hanno fornito prove definitive che lì si trovino anche le sue reliquie, benché i risultati di minuziosi e rigorosi scavi archeologici, abbiano fornito forti prove a sostegno di quest’ipotesi. È certo che l’edificio di marmo fatto erigere da Costantino fosse costruito sulla tomba di Pietro: si racconta che l’imperatore con le sue mani abbia scavato le prime zolle di terra e portato via dallo scavo dodici ceste di detriti, in onore dei dodici apostoli; le reliquie di Pietro furono traslate dalle catacombe in quella basilica a lui dedicata.tomba pietro e paolo

Vaticano, scavi del 1941

L’attuale basilica di S. Pietro fu edificata nel XVI secolo sulle fondamenta del precedente edificio costantiniano. Gli scavi effettuati nel XX secolo per ubicare il luogo originario del cimitero, ora oltre trenta metri sotto il livello del suolo, hanno incontrato molte difficoltà: la ricerca non si limitava a un singolo luogo ma era estesa a un’area  ampia, a motivo dell‘uso romano, testimoniato anche a Pompei, di seppellire i morti da entrambi i lati della strada; inoltre, durante i secoli, il terreno è stato soggetto a inondazioni e smottamentiSono state trovate molte ossa, di uomini e bestie, ammassate insieme: si sa che Nerone usava quella zona per le scuderie dei suoi cavalli.

Solo nel 1963 il prof. Correnti, dell’università di Palermo, e il prof Guarducci, dell’università di Roma, cominciarono a esaminare seriamenteuna scatola di legno che si trovava sul luogo di scavi anteriori e che era stata trovata in una nicchia dell’edificio marmoreo di Costantino, due metri più in alto del cimitero originario dove si aspettavano che le reliquie fossero state collocate; è probabile che questa locazione sia stata pensata per evitare smottamenti. I due professori ottennero dall’allora papa Paolo VI , amico di famiglia del Guarducci, di poter effettuare esperimenti chimici sulla nicchia e sul contenuto della scatola: questi dimostrarono che la nicchia risaliva ai tempi di Costantino e non era mai stata violata e che la scatola conteneva delle ossa, molte delle quali appartenevano allo scheletro di un uomo anziano di robusta corporatura avvolto in una veste regale color porpora con fili d’oro. Il terriccio attaccato alle ossa mostrava che la tomba principale era situata un paio di metri più in basso, forse rimossa dopo una prima tumulazione, con annessa una scritta in grecoPetros enì (Pietro è qui).

1 mistero pietro e paolo tombaI ritrovamenti furono accolti in modo controverso: alcuni accusarono gli archeologi di vendere illusioni, altri li trovarono troppo timidi nel trarre le conclusioni. Ci fu un acceso dibattito sui tessuti e le tinture romane ritrovate, e numerose critiche perché le ossa non furono datate con esami al carbonio. Le critiche furono facilmente confutate: l’analisi al carbonio non è priva di incertezze e inoltre, essendo già certo che le ossa non avevano subito manomissioni dal IV secolo (questo era un piccolo punto fermo), l’esito del procedimento al carbonio avrebbe potuto essere un danno alle ossa stesse piuttosto che dare risultati definiti e nuovi.

II 26 giugno 1968 papa Paolo VI presiedette una cerimonia nei sotterranei della basilica vaticana: diciannove urne contenenti ossa, di uomini e animali (tra loro lo scheletro di un topo, che era stato trovato nella scatola di legno), attentamente classificate furono riposte nella nicchia, chiusa da un vetro, dai professori Correnti e Guarducci. Un notaio registrò tutto il procedimento. La cattedra di S. Pietro, che è conservata in una struttura bronzea del Bernini, è il memoriale della funzione di Pietro nella vita della Chiesa; qualche scrittore ha avanzato l’ipotesi che potesse venire dalla «casa di Aquila e Prisca» (Rm 16, 3-5), appartenente alla chiesa dedicata a S. Prisca sull’Aventino, forse il primo luogo d’incontro della piccola comunità cristiana; la festa della Cattedra di S. Pietro (22 feb.) è stata celebrata nella cristianità dal finire del VI secolo.Primo Pontefice a scendere negli scavi della Necropoli vaticana

Francesco, primo Pontefice a scendere negli scavi della Necropoli vaticana, per pregare sulla tomba di San Pietro (Ap)  (foto: Corriere della sera)

È significativo che nessun altro luogo abbia rivendicato di essere la sede o il sito di sepoltura di Pietro, e nessun cronista nei vari secoli abbia mai messo in discussione la tradizione che lo vuole a Roma.

La migliore e più antica raffigurazione di Pietro e Paolo è in una medaglia di bronzo risalente alla prima metà del II secolo, trovata nelle catacombe di Domitilla e ora conservata nei Musei Vaticani. Questo sta a indicare che la raffigurazione del volto (è da sottolineare la grande rassomiglianza che si trova in tutti i quadri e le sculture da parte di artisti di diversi paesi e in differenti epoche) si rifà a modelli molto antichi, forse anche a una memoria diretta. Pietro è rappresentato come tarchiato e robusto, con una barba irsuta, mentre Paolo appare magro e calvo, con una fronte ampia, barba rada e occhi penetranti.

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FonteIl primo grande dizionario dei santi di Alban Butler

 

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6 comments

  1. Bertolami Ugo ha detto:

    Mi dispiace dovervi dire che l’articolo presenta varie inesattezze, forse dovute al fatto che la storia delle tombe dei due apostoli rappresenta un argomento troppo imbarazzante per la Chiesa e che sia molto difficile da spiegare in poche righe.
    Per quanto riguarda la tomba di san Pietro propongo, per chi fosse seriamente interessato al problema a leggere, questo studio :
    http://digilander.libero.it/nousland/index.html
    tratto da un testo molto più ampio. Nello scritto vi sono citate molte delle obiezioni teologiche scientifiche e archeologiche che negano in modo certo che la tomba di san Pietro sia mai stata in Vaticano. L’autore sfida chiunque a confutare le sue tesi.
    B.U.

  2. biscobreak ha detto:

    Ti ringrazio Ugo, è sempre utile confrontarsi su più fronti! a presto ciao! 🙂

  3. Adele ha detto:

    Sono stata pochi giorni fa in visita agli scavi sotto la basilica con un archeologo. Le informazioni date al raggiungimento dell’urna che contiene le ossa sono che appartenevano ad un uomo di circa 70 anni e NON sono state trovate le ossa dei piedi. Come sappiamo, Pietro fu crocifisso a testa in giù inchiodato ai piedi e i cristiani per recuperare il suo corpo lo prelevarono senza di essi…..Sarebbe comunque triste credere che i Pontefici stessi si prostrino a pregare di fronte a ossa di uno sconosciuto… Di certo in Vaticano sono custodite informazioni che non vengono diramate, così come la pietra con l’incisione è custodita in cassaforte e non visibile.

  4. biscobreak ha detto:

    Grazie della tua testimonianza Adele e buona domenica

  5. Domenico ha detto:

    Mi dispiace contradire il Sig. Ugo e l’autore del teso segnalato ma l’Archeologia dice ben altro.
    A lei Ugo, e a tutti coloro che fossero interessati alla questione consiglio di leggere libri seri..

    Vi invito a leggere questo mio articolo:

    http://www.simoneventurini.it/it/home/503-notizie-bomba-sulla-chiesa.html

  6. Gabriele ha detto:

    Credo che certi commenti siano molto maliziosi.E’ chiaro che smantellare una tesi ,equivale ad affossare la chiesa.Vorrei ricordare ai signori testimoni di Geova che la loro pseudo bibbia non ha voce in capitolo .Dove sia morto Pietro e Paolo ha poca importanza per noi cattolici.E’ la fede che ci aiuta e ci ispira.Le bibbie e i documenti taroccati non servono a nulla.