Crea sito

Brani tratti dall’Evangelo Valtorta 4a parte

BRANI TRATTI DALL’EVANGELO 

COME MI è STATO RIVELATO

di MARIA VALTORTA

1° LIBRO (4a parte)

da pag. 312 a pag 413

I primi insegnamenti di Gesù ai discepoli. Cosa significa essere figli di Dio, come amarLo veramenteCosa si deve fare per piacere a Dio? Sembrano tutte risposte scontate eppure nelle Sue parole nulla vi è di scontato.

(A Betsaida nella casa di Pietro.) “Ti offro quanto ho, Maestro, e come so…”. “Meglio e più non potresti, perché mi offri con amore”. […] La guerra è castigo di Dio per punizione degli uomini, e segno che l’uomo non è più vero figlio di Dio. […] Creò l’uomo […] Ma non dette l’odio. Perché? Perché l’uomo, creatura di Dio doveva essere amore come amore è Dio. Se l’uomo fosse rimasto creatura di Dio, nell’amore sarebbe rimasto, e guerra e morte non avrebbe conosciuto la famiglia umana.” […] Non bisogna non volere quello che a noi nuoce perché ci nuoce. Bisogna non volere una cosa quando nuoce a tutti. Se uno dice: “Io non voglio questo perché ci insegna discepoli (3)perdo”, è egoista. […] Voglio solo la vostra buona volontà. […] La legge è una e immutabile. […] Voi mormorate, più in cuor vostro che col labbro, che la colpa, più che in voi, umili, è in alto. Lo so. Nel Deuteronomio è detto tutto quanto va fatto, né era necessario di più. Ma non giudicate chi fece, per gli altri, non per sé.  Voi fate ciò che Dio dice. E sopra tutto sforzatevi ad esser perfetti nei due precetti principali. Se amerete Dio con tutto voi stessi, non peccherete, perché il peccato è dolore dato a Dio. Chi ama non vuol dare dolore. […] amate anche i vostri nemici.

(La questione del sabato)  […] Solo una cosa potete fare di sabato: bontà al prossimo vostro. Ma il lucro deve essere assolutamente escluso da questo aiuto. Chi viola per lucro il sabato non può che aver castigo da Dio. Fa utile? Lo sconterà con perdite negli altri sei giorni. Non fa utile? Ha faticato invano il corpo, non concedendogli quel riposo che l’Intelligenza ha stabilito per esso, alterandosi con ira lo spirito per aver inutilmente faticato, giungendo ad imprecare.

… il giorno di Dio va passato col cuore unito a Dio in dolce preghiera d’amore. Bisogna esser fedeli in tutto.

famiglia6(Gesù parla della Sua Madre ) […] Lei che ha compreso e che sa, Lei sarà sempre meco. E voi tornerete ad essere miei per Essa. Con la forza della sua sicura, amorosa fede, ella vi aspirerà in sé e perciò vi riaspirerà in Me, e Noi in Dio. Questo vorrei che comprendeste voi tutti, parenti secondo il mondo, amici e figli secondo il soprannaturale. Tu, e con te gli altri, non sapete chi è mia Madre. Ma, se lo sapeste, non la critichereste in cuor vostro per non sapermi tenere a Lei soggetto, ma la venerereste come l’Amica più intima di Dio, la Potente che tutto può sul cuore dell’Eterno Padre e sul Figlio del suo cuore.

(L’autrice parla di Maria Santissima alle nozze di CanaSorride e parla pochissimo e a voce molto bassa. Ascolta invece molto e con tanta pazienza. [… ] Ma quello che mi piace è il saluto pieno di amore e di rispetto di Maria al Figlio e viceversa. Non espansioni, ma uno sguardo tale accompagna la parola di saluto: “La pace è con te” e un tale sorriso che vale cento abbracci e cento baci. […] Gesù è presso il padrone di casa ed ha di fronte Maria, la quale siede a fianco della sposa. […] Gesù […]  parla un poco di più. Ma, per quanto sia parco, non è, nel suo scarso parlare, né accigliato né sdegnoso. E’ un uomo cortese ma non ciarliero. Interrogato risponde, se gli parlano si interessa, espone il suo parere, ma poi si raccoglie in sé nozze-di-cana-piero-ivaldi1come uno abituato a meditare. Sorride, non ride mai. E, se sente qualche scherzo troppo avventato, mostra di non udire. Maria si ciba della contemplazione del suo Gesù, e così Giovanni, che è verso il fondo della tavola e pende dalle labbra del suo Maestro.

Donna, che vi è più fra Me e te?”  […]( Gesù spiega il significato della frase alla Valtorta.) “Quel “più”, che molti traduttori omettono, è la chiave della frase e la spiega nel suo vero significato. […] Tutto mi sei stata, o madre, finché fui unicamente il Gesù di Maria di Nazareth, e tutto mi sei  nel mio spirito; ma, da quando sono il Messia atteso, sono del Padre mio. Attendi un poco ancora e, finita la missione, sarò da capo tutto tuo; […] Quando dissi ai discepoli: “Andiamo a far felice mia Madre”, avevo dato alla frase un senso più alto di quello che pareva. Non la felicità di vedermi, ma di essere Lei l’iniziatrice della mia attività di miracolo e la prima benefattrice dell’umanità. […] Simbolo che è Maria la chiave del miracolo. Io non ricuso nulla alla Madre mia, e per sua preghiera anticipo anche il tempo della Grazia. […] Ringraziate Maria. E’ per Lei che avete avuto il Padrone del miracolo e che avete le mie grazie, e specie quelle di perdono.

[…] Mammona insidia i desiderosi di Cielo più degli altri. E solo chi sa fortemente volere resiste.

[…] non giudicare. Abbiamo bisogno l’uno dell’altro sulla Terra, e i buoni sono mescolati ai malvagi […] La santità non esclude dall’ubbidienza. Anzi la perfeziona. Vi è l’esempio da dare, oltre al resto. […] Beati quelli che sono sinceri e tenaci nel volere. Voi benedetti. Più che parenti mi siete, perché mi siete figlie e fratelli non secondo il sangue che muore ma secondo il volere di Dio e il vostro perdonovolere spirituale. Ora Io dico che non ho più stretto parente di colui che fa la volontà del Padre mio, e voi la fate perché volete il bene.[…]

Fino ad ora vi era detto: “Amate quelli che vi amano e odiate i nemici”. Io vi dico: “Amate anche coloro che vi odiano” […]  (Pietro) Dire: “Io voglio fare questo e quello” è facile. Ma non sempre la parola risponde a verità. […] (Gesù) Pietro, ascolta. Tu parli con buon senso e con giustizia. Ma, vedi, meglio è peccare di bontà e di fiducia che di diffidenza e durezza. Se beneficherai un indegno, che male te ne verrà? Nessuno. Ma anzi il premio di Dio sarà sempre attivo per te, mentre a lui andrà il demerito di aver tradito la tua fiducia. (Pietro) Nessun male? Eh! Delle volte chi è indegno non si ferma all’ingratitudine, ma passa oltre e giunge anche a nuocere nella stima, nelle sostanze e nella vita stessa. (Gesù) Vero. Ma questo diminuirebbe il tuo merito? No. Anche se tutto il mondo credesse alle calunnie, anche se tu fossi ridotto più povero di Giobbe, anche se il crudele ti levasse la vita, che sarebbe mutato agli occhi di DioNulla. Anzi, sì, un mutamento ci sarebbe. Ma in bene per te. Dio, ai meriti della bontà, unirebbe i meriti del martirio intellettuale, finanziario, fisico.  

(Gesù a PietroChi ha bisogno di prove? Colui che ancora non è sicuro. Orbene, io vi sapevo tanto sicuri di Me, che non ho sentito bisogno di darvi prove del mio potere. Qui a Gerusalemme occorrono prove, qui dove vizio, irreligione, politiche, tante cose del mondo offuscano gli spiriti al punto che essi non possono vedere la Luce che passa. […] Guarda come vi ho stimato, Io vi ho presi senza esigere prove discepoli pietro2e senza trovare bisogni di darvene, perché so chi siete. […] Ti perdono perché il tuo broncio è amore. Ma non avere più invidia, Simone di Giona. […] Io vi ho scelto, Non voi. Sono perciò libero di giudicare come impiegarvi. […] vi prego tutti: non discutete mai sui meriti e sui posti!

L’uomo va coltivato come la terra, e dove sono triboli escono rose.

Come avviene delle colpe, Pietro. In fondo, una non è irreparabile. Ma se uno non cura di limitarsi a quell’una e accumula, accumula, accumula, finisce che la piccola colpa, forse una semplice omissione, una semplice debolezza, diviene sempre più grossa, diviene abitudine, diviene vizio capitale. Delle volte si comincia da uno sguardo concupiscente e si finisce ad un adulterio consumato. Delle volte da una mancanza di carità di parola verso un parente, e si finisce a una violenza contro un prossimo. Guai a incominciare e a lasciare che le colpe aumentino di peso col loro numero! Diventano pericolose e prepotenti come il Serpente infernale stesso, e trascinano nell’abisso della Geena. […] Avvertenza e preghiera per esser forti e avere aiuto, e ferma volontà di non peccare. Poi una grande fiducia nell’amorosa giustizia del padre. […]

Tutte le volte che avrai carità, Dio ti userà grazia di abbondanza.

Domani. Quale, questo domani? Fra un anno o fra un mese? Oh! Non cercate! Non cercate, con sete malsana, di sapere ciò che è futuro con mezzo che ha sapore di colpevole stregoneria. Lasciate ai pagani lo spirito pitone. Lasciate a Dio eterno il segreto del suo tempo. Voi da domani, il domani che sorgerà col canto del gallo, venite a purificarvi nella vera penitenza. Pentitevi dei vostri peccati per esser perdonati e pronti al Regno. … Esaminatevi ognuno con sincerità e troverete il punto in cui avete sbagliato. Umilmente abbiatene pentimento sincero. Vogliate pentirvi. Non a parole. Dio non si irride e non si inganna. Ma pentitevi colla volontà ferma, che vi porti a mutare vita, a rientrare nella Legge del Signore. Il Regno dei  Cieli vi aspetta. Domani. Domani? Vi chiedete. Oh! E’ sempre un domani sollecito l’ora di Dio, anche se viene al termine di una vita longeva come quella dei Patriarchi. L’eternità non ha per misura di tempo lo scorrere lento della clessidra. E quelle misure di tempo che voi chiamate giorni, mesi, anni, secoli, sono palpiti dello Spirito eterno che vi mantiene in vita. Ma voi eterni siete nello spirito vostro, e dovete, per lo spirito, tenere lo stesso metodo di misurazione del tempo che ha il Creatore vostro. … in verità vi dico che fra i presenti solo ventisette morranno dovendo attendere. Gli altri saranno già giudicati prima della morte, e la morte sarà il passaggio a Dio o a Mammona senza indugio, perché il Messia è venuto, è fra voi e vi chiama per darvi la Buona Novella, per istruirvi alla Verità, per salvarvi al Cielo. Fate penitenza! Il “domani” del Regno dei Cieli è imminente. Vi trovi mondi per divenire possessori dell’eterno giorno.

Se il male occulto vorrebbe essere, e non sempre può rimanere tale, il bene, anche se occulto vuol essere per esser meritorio, viene un giorno scoperto per gloria di Dio, la cui natura risplende in un suo figlio. […] Se egli ha sbagliato, non vogliate voi pure sbagliare. Egli manca verso la sincerità, è un disonesto. Voi, insultandolo, mancate alla carità. Al fratello che manca non va fatto insulto. Ognuno ha il suo peccato. Nessuno è perfetto fuorché Dio.

[…] Vivete in modo che nell’ora della morte la pace possa essere nel vostro spirito. La pace di chi è vissuto da giusto. […]

[…] “Sei stanco, Maestro?” “Non stanco, Giovanni mio. Ma desolato per lo stato dei cuori e per la poca volontà di emendarsi. Io sono venuto… ma l’uomo… l’uomo… Oh! Padre mio!…” “Maestro, io ti amo, noi tutti ti amiamo…” “Lo so. Ma tanto pochi siete… e il mio desiderio di salvare è tanto grande!

La preghiera è una forza per sé e per gli altri. Tutto si ha con la preghiera. Se non la grazia, che non sempre il Padre concede – né si deve pensare che ciò è disamore, ma sempre credere che è cosa voluta da un ordine che regge le sorti di ogni uomo con fine di bene – certo la preghiera dà pace ed equilibrio, per poter resistere a tante cose che urtano, senza uscire dal sentiero santo. E’ facile, sai, Pietro, aver offuscata la mente ed agitato il cuore da ciò che ci circonda! E in mente offuscata e in cuore agitato come può sentirsi Dio? […]

Non sono le parole, sono i movimenti che le accompagnano che fanno gradite le preghiere al Padre.

Quale fra voi che non abbia un figlio, un nipote, un piccolo fratello nella puerizia, nella fanciullezza, per casa? Non è un riposo, un conforto, un legame fra sposi, fra parenti, fra amici, un di questi innocenti, la cui anima è pura come alba serena, il cui viso fuga le nubi e mette speranze, e le cui carezze asciugano le lacrime e infondono forza di vita? Perché in loro tanto potere? In loro: deboli, inermi, ignoranti ancora? Perché hanno in sé Dio, hanno la forza e la sapienza di Dio. La vera sapienza: sanno amare e credere. Sanno credere e volere. Sanno vivere in questo amore e in questa fede. Siate come essi: semplici, puri, amorosi, sinceri, credenti.

[…] chi ama merita tutto da Dio […]

Voi mi seguite. Voi mi amate. Voi, come piante a primavera, vi ornate di propositi e di amore. … Ma udite. Come arsione di siccità, verrà Satana a bruciarvi col suo alito che mi invidia. Verrà il mondo col suo vento gelato a ghiacciare il vostro fiorire. Verranno le passioni come burrasche. Verrà il tedio come pioggia ostinata. Tutti i nemici miei e vostri verranno per isterilire ciò che dovrebbe venire da questa santa vostra tendenza a fiorire in Dio. Io ve ne avverto, perché so. […] Io semino e coltivo sinchè è il mio tempo. Poi su voi crescerà e maturerà, se voi farete buona guardia. Fate buona guardia per dar frutti di vita eterna. Io vi coltivo, e per ultimo vi darò un succo che più potente non ne esiste. Non fate, non fate che Satana rida sulle rovine del mio lavoro, del mio sacrificio e della vostra anima. Cercate la luce. Cercate il sole. Cercate la forza. Cercate la vita. Io sono Vita, Forza, Sole, Luce di chi mi amaQui sono per portare voi là dove Io sono venuto. […] Ascolta sempre chi ti ama.

Io non contendo che a Satana le anime e vengo a spezzare le catene di Satana col fuoco del mio amore. Io vengo per insegnare misericordia, sacrificio, umiltà, continenza. Io ti dico, ed a tutti dico: “Non abbiate sete di umane ricchezze, ma lavorate per le monete eterne”. […] Io non respingo nessuno, perché chi respinge non ama. […] Giuda, poco sarà addebitato a chi sarà assassino credendo di fare giustizia, credendolo perché non conosce la Verità; ma molto sarà addebitato a chi, avendola conosciuta, non solo non la segue, ma se ne fa nemico.

Colui che non è benevolente col prossimo suo, non può dirsi figlio di Dio e non può avere Dio con sé. […] Venite sulla via della Verità. Seguite la Voce di Dio. Amatevi. Siate onesti. Siate continenti. Siate umili e giusti. Andate e meditate.

(Si parla del Battista) Eppure, come lui è odiato per la sua austerità, io lo sarò per la mia bontà, perché l’una e l’altra predicano Dio, e Dio è inviso ai tristi.

Vi è solo una cosa: l’Amore che guarda con un unico occhio e unisce in un unico abbraccio per salvare…

Perdonate dunque come Dio perdona … fatelo per amore di Dio che vi dà pane e vita, che vi tutela nei bisogni della Terra ed ha predisposto ogni evento per procurarvi l’eterna pace sul suo seno. Questa è la Legge nuova … Beati quelli che saranno degni di essere redenti perché avranno avuto buona volontà. …

( prima di un miracolo) Io posso per chi ha fede. Hai tu fede, uomo?… ( dopo il miracolo)Và. Sii buono, ora, per riconoscenza a Dio.

Be Sociable, Share!

Comments are closed.