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VISITAZIONE della B. VERGINE MARIA

VISITAZIONE della B. VERGINE MARIA

31 maggio 

elisabettaQuesta festa commemora la visita di Maria alla cugina Elisabetta, narrata dall’evangelista Luca (1, 39-56). Di origine francescana, fu istituita durante il capitolo generale dell’ordine nel 1263 dietro richiesta di S. Bonaventura.

Nel periodo del Grande Scisma Urbano VI e Bonifacio IX la introdussero (1389) nel Calendario Romano, con la speranza che questo atto di affidamento a Maria ponesse fine alla divisione. Il concilio di Basilea ne ordinò la celebrazione, ma solo con S. Pio V raggiunse il grado di festa universale, nella data del 2 luglio. Nel 1969 la festa fu anticipata al 31 maggio per sottolinearne la scansione temporale biblica, tra la festa dell’Annunciazione (25 mar.) e la nascita di S. Giovanni Battista (24 giu.). Considerando l’evento storico della visita di Maria alla cugina Elisabetta è necessario richiamare alla memoria l’Annunciazione, dalla quale tutto ha preso origine. A Maria era appena stato rivelato che doveva essere la madre del Salvatore ed ella andò subito a condividere la buona notizia con la cugina Elisabetta, che aveva concepito un figlio sei mesi prima nonostante l’età già avanzata.

Maria va da Elisabetta

(dal film di Zeffirelli)

elisabetta (2)Fu una visita di carità, realizzata a prezzo di un lungo viaggio da Nazareth alla Giudea. Appena Elisabetta udì la voce di Maria, il bambino le «sussultò nel grembo». Chiamò Maria «beata tra tutte le donne» e beata per aver creduto all’annuncio dell’angelo. Maria rispose con il Magnificatil perfetto cantico di lode e ringraziamentoper il mistero dell’Incarnazione, un insieme di citazioni bibliche, specialmente ispirato ai salmi, preghiera fortemente personale ma al tempo stesso adatta a tutti e perciò recitata nei vespri ogni giorno; si può dire che ogni giorno dell’anno (e non solo il 31 maggio) la Chiesa commemora la Visitazione.

La lettura riportata nel Breviario per questa festa è tratta da un’omelia di Beda: «Non solo benedetta tra le donne, ma ancor più benedetta tra tutte le donne benedette. Né il frutto del suo grembo è beato alla maniera dei santi, ma come dice l’Apostolo, Dal quale è Cristo secondo la carne, che è al di sopra di tutte le cose, Dio benedetto per sempre [Rm 9,5]» e ancora «La nostra terra ha dato il suo frutto quando la vergine stessa, il cuivisitazione4 corpo era della nostra terra, ha data alla luce il Figlio co-eguale al Padre nella sua divinità, ma anche consustanziale a sua madre nella verità della sua umanità».

Maria ed Elisabetta gioiscono insieme

 

Già molto tempo prima che questa festa fosse istituita formalmente (XIII sec), numerosi artisti avevano rappresentato la Visitazione attraverso le arti figurative; queste immagini sono particolarmente frequenti nei salteri di valore e in altri libri liturgici del XII secolo.

Fonte: Il primo grande dizionario dei santi di Alban Butler

 

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