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Santa Maria di Merino

SANTA MARIA DI MERINO

Vieste (FG) Italia / 8-10 maggio

A Vieste dall’8 al 10 Maggio si celebra una delle ricorrenze più SANTA MARIA DI MERINOimportanti del Gargano: la Festa Patronale di Santa Maria di Merino. Un evento che appassiona i fedeli, ma che allo stesso tempo offre ai visitatori l’occasione per entrare nel vivo della cultura e della tradizione locale.

E’ un monumento alla fede, alla pietà mariana, alla cultura viestana. Si presenta alla vista come un manufatto rurale, massiccio, tozzo, tipico mediterraneo, senza una linea architettonica, simile alle masserie imponenti ed alle “torri” che lo circondano. La sua data di costruzione non è univoca, come testimonia la struttura nel suo omplesso.

La Festa di Santa Maria di Merino a Vieste si celebra il 9 maggio ed è una delle ricorrenze più importanti della città e dell’intero Gargano. La statua della Santa, posta sopra una sorta di trono chiamato “cassa”, viene portata in processione partendo dalla Cattedrale. Una volta attraversato tutto il paese, presso la Villa Comunale si effettua il “cambio della cassa”, la statua viene sistemata su un trono più leggero e trasportata a spalla per una distanza di sette chilometri fino al Santuario di Santa Maria di Merino. Una particolarità di questa processione e’ che la statua della Santa procede rivolta verso i lati del percorso. Durante il tragitto di andata lo sguardo e’ rivolto verso il mare mentre al ritorno è rivolto verso le campagne del Gargano, proteggendo quelle che anticamente rappresentavano le due fonti primarie di sostentamento per gli abitanti del paese

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SANTA MARIA DI MERINO3

Questa particolarissima festa patronale ha inizio da nove sabati prima del 9 MAGGIO. Dove i più devoti vanno in processione il sabato mattina verso il santuario di santa Maria di Merino e dopo aver ascoltato la Santa Messa e pregato la Loro Mamma rientrano in paese.

Il 30 Aprile la Madonna viene “ messa al trono ”  e così da inizio alle novene. Il nove Maggio giorno della festa tutta la popolazione di Vieste si incammina per questo lunghissimo e suggestivo pellegrinaggio. Al ritorno in paese i pellegrini formano due ali di persone e la Madonna viene posta in fondo a questa lunga fila di fedeli (quest’anno circa 9000 persone). Il ritorno è caratterizzato dai canti popolari che i fedeli inneggiano alla Vergine e per onorarla ancora di più ad ogni ritornello alzano i ceri verso il cielo. Il rientro così solenne si conclude con l’arrivo della Madonna in paese e la consegna delle chiavi della Città alla Patrona. Infine il cambio della Cassa e la processione passa per il corso e quindi rientra in Cattedrale accompagnato da tutto il paese in preghiera tra fuochi artificiali, luminarie bande e applausi di acclamazione tributati alla Madonna.

L’immagine di Santa Maria di Merino è una delle più interessanti e antiche Madonne del Gargano, si tratta di una scultura ricavata da un tronco di tiglio, materiale che ben si presta ad essere intagliato  e garantisce una lunga immunità dai tarli, alta circa 110 cm posta su una base lignea di recente realizzazione. Scolpita tra il XIV e il XV secolo, pare sia la parte superstite di un gruppo raffigurante l’annunciazione. Secondo la tradizione fu trovata da alcuni marinai.

Suggestivo il particolare della cassa sui cui viene portata la statua, costituita in modo da SANTA MARIA DI MERINO2procedere con la Madonna rivolta verso i lati della strada, cosicché, durante il percorso d’andata è rivolta verso il mare e durante il ritorno è rivolta verso i campi, proteggendo, così, le due antiche principali fonti di sostentamento dei viestani.

La cronaca del santuario annovera due storici avvenimenti che lo illustrano:

Il martirio di S.Marino, monaco eremita, veneto, maestro di S.Romualdo fondatore dei Camaldolesi, pellegrino al Monte Gargano, ucciso qui dai saraceni in odio al nome di Cristo, il 6 agosto del 988;

La discreta ospitalità offerta a S. Pietro Celestino, già papa Celestino V, approdato naufrago sulla spiaggia di Scialmarino di fronte la Santuario nel suo secondo tentativo di raggiungere la costa dalmata in cerca di solitudine eremitica e di pace in quella regione. Qui fu riconosciuto dopo alcuni giorni (10 maggio 1295) dall’approdo e portato ad Anagni, prigioniero di Bonifacio VIII.

Nel 1480 verso la fine di agosto dopo la presa di Otranto Ahmed Pascià compie una manovra diversiva al fine di disorientare il comandante delle truppe aragonesi Don Alfonso duca di Calabria: attacca dal mare con 70 navi la città di Vieste nel Gargano, che viene messa a ferro e fuoco. Il 12 settembre i turchi incendiano la chiesetta di Santa Maria di Merino.  La statua comunque sopravvisse e da quel momento i cittadini di Vieste la presero in custodia e la difesero da ogni pericolo.

Fonti: http://www.santamariadimerino.it/ / http://www.tuttogargano.com /http://cronologia.leonardo.it / http://bellezzegargano.blogspot.it/

 

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