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Nostra Signora d’Europa

NOSTRA SIGNORA D’EUROPA

5 maggio

nostra signora d'europa3C’è chi ha trovato nella bandiera europea un chiaro riferimento mariano e più precisamente alla “donna vestita di sole” dell’Apocalisse. Ma sembra che vi siano ben 2 Madonne protettrici dell’Europa, una nella chiesa di «Our Lady of Europe» di Gibilterra, l’altra a Motta di Madesimo (Italia) alta 13 metri e tutta ricoperta d’oro.

Ogni stato ha la sua bandiera. L’Europa non è ancora uno stato unitario, ma coltiva la speranza che lo diventi. Una bandiera però c’è per l’Unione Europea (UE). Ed ha una storia singolare, e diciamo anche un po’ «mariana». A pochi anni dal secondo conflitto mondiale, nel 1949, venne affidato ad una commissione il compito di progettare la bandiera dell’Europa. Il suo primo compito fu di escludere possibili contrasti o rassomiglianze troppo vicine a bandiere di altri stati, evitando così spiacevoli accuse di «copiature». Dopo lunghe discussioni si arrivò alle seguenti decisioni:

bandiera-europea1Il colore dell’Europa sarebbe stato il blu: il nero è il colore dell’Africa, il giallo dell’Asia, il rosso dell’America, e il verde dell’Australia.

– Sul campo blu sarebbero comparse delle stelle uguali, per significare l’uguaglianza in dignità di stati grandi e piccoli. Il problema era: quante stelle? Un problema non da poco. Fu scelto il 12. Perché fortemente simbolico: come le 12 ore del giorno, i 12 mesi dell’anno, i 12 segni dello zodiaco… e anche i 12 apostoli. Dodici stelle, uguali, a forma di cerchio.

Fu nell’ottobre del 1955 che l’Assemblea adottò la bandiera dell’Europa, che è quella attuale. Ma solo il giorno 8 dicembre (festa dell’Immacolata) fu adottata dai ministri del Consiglio d’Europa. Pochi giorni dopo veniva issata a Strasburgo. Ovviamente qualcuno nella data dell’8 dicembre e nelle 12 stelle che ricordano la visione dell’Apocalisse di «una donna vestita di sole, con una corona di 12 stelle» come viene detto nel capitolo 12, (ancora una volta il numero 12, ma questa volta è pura coincidenza), vi ha visto un richiamo religioso o meglio «mariano». Questa stessa ispirazione «mariana» ha guidato anche il maestro Max Ingrand nel progettare la nuova vetrata della cattedrale di Strasburgo. Essa fu dedicata a Maria protettrice dell’Europa.

La chiesa di «Our Lady of Europe» di Gibilterra

nostra Signora d'EuropaCi auguriamo che Maria continui ad essere la protettrice del nostro continente anche in questa nuova avventura dell’Euro. Perché non sia solo una questione economica ma anche di pace, di giustizia, di verità, di fraternità e di solidarietà. Valori questi che stavano a cuore a suo Figlio Gesù, e quindi anche alla Madonna. In realtà il nostro continente era stato consacrato a Maria già nel lontano 1300. Ancora oggi a Gibilterra si venera la Madonna con titolo di «Our Lady of Europe» ovvero Nostra Signora d’Europa. C’è una statua che testimonia questo culto della Vergine Maria. Esso viene fatto risalire al 1300 circa, quando i principi cristiani occuparono il promontorio. Dopo aver espulso, secondo l’uso del tempo, la popolazione musulmana, i nuovi padroni dedicarono non solo quel luogo ma l’intero continente a Maria invocandola con il titolo di «Nostra Signora d’Europa». Venne scelto come luogo una piccola moschea edificata dagli Arabi nel 711, durante il loro primo sbarco. Essa era posta sul punto più a sud del continente. In questa nuova chiesa collocarono la statua. Questa visse poi una singolare vicenda. Nel 1333 i musulmani riconquistarono la rocca. Ma i cristiani, prima della fuga, sotterrarono la statua della Madonna (fu ritrovata soltanto nel 1967). I guai della cappella-santuario non erano finiti. Subì lungo i secoli altre distruzioni e saccheggi ad opera questa volta di inglesi e olandesi.

Finalmente nel 1962 il vesco­vo John F. Healy celebrava la messa in una cappella di nuova costruzione. Fu poi nel 1979 che Giovanni Paolo II affidò la diocesi di Gibilterra, la più a sud del continente Europa, alla speciale protezione di Nostra Signora d’Europa.

SANTUARIO DI NOSTRA SIGNORA D’EUROPA

NOSTRA SIGNORA D'EUROPA2Situato a 2000 metri di quota, Il Santuario di Nostra Signora d’Europa è sede del Centro Ecumenico Europeo per la Pace.

La Statua metallica, alta 13 metri, che rappresenta la Vergine delle Vette, è ricoperta di lamina d’oro ed è stata realizzata, grazie all’iniziativa del Gruppo Alpini di Casatenovo Brianza ed all’interessamento dell’amico don Luigi Re, dallo scultore Egidio Casagrande, di Borgo Valsugana; l’inaugurazione data al 15 ottobre 1957. Posata su di una struttura a settore circolare, pesa 4 tonnellate e funge da Santuario all’aperto. Inizialmente rimase per un anno a Casatenovo; poi venne progettata una collocazione “alpina”, che doveva essere originariamente il pizzo Stella, poi scartato perché l’azione degli agenti atmosferici, particolarmente intensa oltre i 3000 metri, ne avrebbe compromesso l’integrità. Si optò, quindi, per l’attuale collocazione alla Motta di Madesimo. Il trasporto presentava, però, non pochi problemi, che furono superati grazie all’intervento dell’Esercito, che supportò lo sforzo degli Alpini di Casatenovo. Infine fu l’intervento di orafi provetti provenienti non solo dall’Italia, ma anche da paesi europei a contribuire alla realizzazione del rivestimento aureo che impreziosisce e conferisce una splendida luminosità alla maestosa statua.

Sui due cornicioni ai lati del Santuario sono riportate una serie di formelle che, alternate a scritte e raffigurazioni rappresentano due percorsi meditativi, uno per sostenere la speranza e l’altro per suggerire che la Fede guarda a Gerusalemme. Al centro dell’area del Santuario è stato sepolto Don Luigi Re, morto il 14 aprile 1965: per suo interessamento, infatti, come detto, la statua venne realizzata dall’amico Egidio casagrande.NOSTRA SIGNORA D'EUROPA motta4

Il Santuario è oggetto di un progetto che prevede di renderlo meta di pellegrini Cristiani.

Per raggiungerlo si parte da Madesimo, località turistica della Valchiavenna, a piedi, sulla strada chiusa al traffico, si procede addentrandosi tra boschi di conifere e dopo circa 30 minuti di camminata non impegnativa, si raggiunge la località Motta di Sotto (mt. 1.720). Qui si trova la Casa Alpina, fondata proprio da don Luigi Re. Non è un caso, quindi, che la statua della Madonna addita proprio questa struttura.

Sempre proseguendo sulla strada si può raggiungere il Lago Azzurro, il cui nome deriva dalla colorazione particolarmente intensa della sue acque. Sulla destra si prosegue per un sentiero che conduce al Santuario e che consente allo sguardo di spaziare sulle cime della Valchiavenna. Dopo circa altri 30 minuti di camminata, risulta ben visibile la sagoma della Statua che, ignara del candore della neve che la attornia nei mesi invernali e dei raggi del sole che ne accarezzano la dorata superficie, si staglia contro il cielo.

Fonti: http://www.santiebeati.it/dettaglio/94687; http://www.waltellina.com/valtellina_valchiavenna/dalla_storia/santuario_di_nostra_signora_deuropa/santuario_di_nostra_signora_deuropa.html

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