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SANTA ZITA

SANTA ZITA

vergine (ca. 1218-1278) 27 aprile 

santa ZitaA Lucca grande festa per la loro patrona! Santa Zita è la serva di casa, umile e ubbidiente, che moltiplica quel che riesce a risparmiare per darlo ai poveri, che con la sua pazienza e dedizione riesce a cambiare il cuore di chi inizialmente la criticava.

Zita nacque a Monsagrati, paesino poco distante da Lucca, intorno al 1218. Proveniva da povera gente di campagna, le cui fanciulle, per farsi la dote e più spesso per non essere di peso alla famiglia, venivano collocate a servizio presso una famiglia di città.

Anche Zita quindi, all’età di dodici anni andò a servizio presso la casa di un ricco tessitore di nome Fatinelli a Lucca, dove rimase per il resto della sua vita. Viveva in maniera devota e per questo gli altri servitori approfittarono molto di lei, fino a quando la sua naturale sincerità li conquistò. 

miracolo di santa Zita

Alla fine divenne responsabile della gestione domestica e si narra che più tardi abbia detto: «Un servo non è buono se non è laborioso; nella nostra posizione essere devoti ma pigri è una religiosità falsa». La sua umile attività e l’esemplare capacità di lavoro potrebbero essere le ragioni che la resero tanto popolare nell’Europa medievale: per le classi basse era un modello da imitare, e i datori di lavoro potevano promuoverne la devozione con entusiasmo.

Ancora in vita le furono ascritti miracoli legati principalmente alla sua generosità verso i poveri: la dispensa del suo padrone si riempì miracolosamente dopo che lei aveva dato via gran parte di ciò che conteneva mentre la pelliccia di lui, anch’essa data ai poveri dalla santa, fu riportata da un misterioso mendicante. _zitaUna leggenda narra che un’altra domestica dei Fatinelli invidiosa dell’affetto ricevuto da Zita, avrebbe iniziato ad insinuare nella mente del capo famiglia il sospetto che Zita rubasse in casa ciò che donava ai poveri; un giorno il padrone, incontrando Zita con il grembiule gonfio mentre si recava da una famiglia bisognosa, le avrebbe chiesto cosa portasse; nonostante questo fosse pieno di pane, Zita avrebbe risposto che portava solo fiori e fronde e, sciolto il grembiule, sarebbero caduti, appunto, fiori e fronde.

In realtà quel di più non apparteneva a lui: era invece ciò che la servetta incredibilmente sobria e zelante riusciva a risparmiare in proprio. Secondo la tradizione, in un’altra occasione trovò pronta da cuocere un’infornata di pane, misteriosamente preparato mentre lei si attardava in preghiera. Come verso i poveri, così era sempre pronta ad aiutare prigionieri e ammalati.

Alla morte di Zita, avvenuta il 27 aprile 1278, i Fatinelli la vollero seppellire nella cappella di famiglia nella basilica di San Frediano e si fecero promotori del suo culto affidando al notaio di famiglia la stesura di una Vita. Diffusosi immediatamente nella città di Lucca che la elesse subito patrona cittadina come testimonia Dante in un versetto del XXI dell’Inferno parlando di un magistrato lucchese come di “un de li anzïan di Santa Zita”.

Il suo corpo è rimasto incorrotto fino all’ultima ricognizione effettuata nel 1652, si trova nella basilica di San Frediano a Lucca, ma i lucchesi dovettero fare i conti con i succisani che rivendicandone la natalità lo volevano nella propria chiesa di SS. Felicita e Perpetua. La questione finì addirittura in tribunale: la leggenda vuole che a dirimere la questione fosse la voce della Santa Stessa.  Da sempre è meta di pellegrinaggi e da oltre settecento anni sono proprio i pellegrini a passare sull’urna della santa mazzetti di fiori primaverirli per chiederne una grazia, per averne protezione o semplicemente, per tradizione.

Il culto della Santa fu sancito da Innocenzo XII solo molto più tardi, il 5 settembre 1696. Il nome Zita è una variante toscana di ‘cita’ o ‘citta’, ossia ‘ragazza’ (da cui anche ‘zitella’). Nel 1935 Pio XI la dichiarò patrona dei domestici. Una grande devozione si diffuse anche in Inghilterra.

È INVOCATA: – per ritrovare le chiavi di casa – come protettrice di guardarobiere, domestici, lavoratori e lavoratrici in case private

Fonti: Il primo grande dizionario dei santi di Alban Butler http://www.santitoscani.it /http://open-site.org/ http://www.loschermo.it/articoli/view/17015

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