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MISTERI NELL’IMMAGINE DI GESù MISERICORDIOSO

MISTERI NELL’IMMAGINE DI GESÙ MISERICORDIOSO

22 febbraio apparizione di Gesù Misericordioso a santa Faustina

figura Misericordioso2Ormai tutti conoscono il famoso quadro fatto commissionare da Gesù stesso a Santa Faustina Kowalska, ma forse non tutti sanno che di quadri ne sono stati fatti due entrambi ricchi di particolari curiosi e misteriosi.

Il primo quadro della Divina Misericordia fu dipinto a Vilnius, nel 1934, dal pittore Eugenio Kazimirowski. Suor Faustina dette personalmente le indicazioni al pittore. Quando il quadro fu terminato, non ne rimase contenta e piangendo si lamentò con Gesù: Chi Ti dipingerà così bello come sei?”. In risposta sentì: “Non nella bellezza dei colori ne del pennello sta la grandezza di questa immagine, ma nella Mia grazia” (Q. I, p. 136).

L’appartamento e lo studio di Kazimirowski erano situati nello stesso edificio nel quale abitava Don Sopoćko. Suor Faustina, che rimase a Vilna (Vilnius) per tutta la durata della realizzazione del quadro, si recava presso lo studio del pittore per fornire i dettagli dell’immagine. Don Sopoćko stesso verificava personalmente che il quadro venisse dipinto esattamente secondo le istruzioni di Suor Faustina. La tela, sulla quale venne dipinto il quadro, si adattava alle misure di una vecchia cornice che gli era stata precedentemente donata da una delle parrocchiane.

misericordiosogesù misericordiosoLa realizzazione del dipinto durò circa 6 mesi e quando il quadro fu pronto per essere appeso, Don Sopoćko volendo accertarsi di dove dovesse essere correttamente situata la scritta sul quadro, pregò Suor Faustina di chiederlo al Signore Gesù (cfr. “Memorie” di Don Sopoćko). Una volta esplicata l’iscrizione, ” Gesù, confido in Te elemento fondamentale dell’immagine, Don Sopoćko fece realizzare una targa aggiuntiva e la posizionò sulla cornice sottostante l’immagine. Poi, come esplicitamente richiesto dal Signore Gesù e trasmesso attraverso Suor Faustina, Don Sopoćko si adoperò affinché il quadro venisse appeso nella chiesa di San Michele a Vilnius, dove lui stesso era parroco.

Come risultato, il 4 aprile 1937 con l’approvazione dell’Arcivescovo di Vilnius, Romuald Jałbrzykowski, il quadro del Salvatore Misericordioso, dopo il parere positivo degli esperti, fu appeso accanto all’altare maggiore della chiesa di San Michele, dove i fedeli per circa undici anni lo hanno adorato con grande venerazione.

volto1Gesù disse a Santa Faustina Kovalska: “Il Mio sguardo da questa immagine è tale e quale al Mio sguardo dalla croce” (Q. I, p. 140).

La questione dello sguardo non è dunque senza importanza, se lo stesso Gesù mette l’accento su di essa, dando un significato a questo particolare. E qui incontriamo una doppia interpretazione di questo desiderio di Gesù: alcuni – e tra loro don Sopocko – leggono queste parole in modo realistico e dicono che lo sguardo deve essere diretto in basso come dall’alto della croce; altri credono, che si tratti dello sguardo che esprime la misericordia (tra loro padre J. Andrasz, il secondo direttore spirituale di suor Faustina). A seconda di questa interpretazione sono sorte – si può dire – due “scuole” di rappresentazione dell’immagine del Gesù Misericordioso: una ha il suo modello nel dipinto di E. Kazimirowski, oggi venerato nella chiesa di Santo Spirito a Vilnius, mentre la seconda nel dipinto di A. Hyla, del santuario della Divina Misericordia a Cracovia.

In tutto il mondo sembra essere più famoso il quadro di Lagiewniki, a Cracovia, dipinto da Adolf Hyla. Il suo primo dipinto, offerto come ex-voto per la salvezza della famiglia durante la guerra, è stato benedetto il 7 marzo 1943 e da allora nel santuario di Cracovia hanno luogo pubbliche celebrazioni della Divina Misericordia. Il quadro tuttavia era troppo grande e non entrava sull’altare, dove veniva collocato durante le funzioni alla Divina Misericordia. Per questo motivo la superiora, madre Irena Krzyzanowska ordinò al pittore un secondo quadro, che per gesu-confido-in-tegrandezza e forma entrasse all’interno dell’altare laterale.

La Domenica in Albis, il 16 aprile 1944, per la prima volta solennemente celebrata in quella cappella in onore della Divina Misericordia, padre Jozef Andrasz benedisse il nuovo quadro dipinto da Adolf Hyla. Esso rappresentava Gesù Misericordioso sullo sfondo di un prato e di cespugli. Nel 1954 A. Hyla ha ridipinto lo sfondo del quadro con un colore scuro e sotto i piedi di Gesù ha dipinto un pavimento.

Anche se l’immagine del Gesù Misericordioso della cappella di Cracovia – Lagiewniki non era, storicamente parlando, il primo quadro, neanche nelle cappelle della congregazione, fu proprio esso ad essere famoso per le grazie, mentre le sue copie e riproduzioni sono state diffuse in tutto il mondo. Così doveva avverarsi il desiderio di Gesù, pronunciato già durante la prima apparizione:

Desidero che questa immagine venga venerata prima nella vostra cappella, e poi nel mondo intero” (Q. I, p. 26).

Nell’immagine di Cristo vi sono i due raggi. Santa Faustina chiede a Gesù il significato di questi raggi, e Gesù lo spiega :

« Il raggio pallido rappresenta l’Acqua che giustifica le anime ; il raggio rosso rappresenta il Sangue che è la vita delle anime. (…) Beato colui che vivrà alla loro ombra » (Diario, p. 235).

GESU’ MISERICORDIOSO1L’anima è purificata dal sacramento del battesimo e della penitenza, mentre il migliore nutrimento per essa è l’Eucaristia. Dunque questi due raggi simboleggiano i santi sacramenti e tutte le grazie dello Spirito Santo, il cui simbolo biblico è l’acqua, ed anche la nuova alleanza di Dio con l’uomo fatta per mezzo del sangue di Cristo. L’immagine di Gesù Misericordioso viene spesso chiamata immagine della Divina Misericordia, perché nel mistero pasquale di Cristo si è rivelato più chiaramente l’amore di Dio per l’uomo. Il quadro non solo rappresenta la misericordia di Dio, ma induce a rammentare il dovere della fiducia cristiana nei confronti di Dio e la carità attiva verso il prossimo.

«Questa immagine – ha detto inoltre Gesù – deve ricordare le esigenze della Mia Misericordia, poiché anche la fede più forte non serve a nulla senza le opere » (Diario, p. 457).

CORONCINA AUDIO
Le promesse legate alla venerazione dell’immagine

coroncinaGesù ha definito con molta chiarezza tre promesse:

– “L’anima che venererà questa immagine, non perirà” (Q. I, p. 18): cioè ha promesso la salvezza eterna.

– “Prometto pure già su questa terra (…) la vittoria sui nemici” (Q. I, p. 18): si tratta dei nemici della salvezza e del raggiungimento di grandi progressi sulla via della perfezione cristiana.

– “Io stesso la difenderò come Mia propria gloria” nell’ora della morte (Q. I, p. 26): ha cioè promesso la grazia di una morte felice.

La generosità di Gesù non si limita a queste tre grazie particolari. Poiché‚ ha detto: “Porgo agli uomini il recipiente, col quale debbono venire ad attingere le grazie alla sorgente della misericordia” (Q. I, p. 141), non ha posto alcun limite nè al campo nè alla grandezza di queste grazie e dei benefici terreni, che ci si può aspettare, venerando con incrollabile fiducia l’immagine della Divina Misericordia.

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(dalla preghiera che libera 33 anime dal purgatorio alla novena della Divina Misericordia.)

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Fonti: http://www.faustina-messaggio.com/immagine-gesu.htm

http://www.festadelladivinamisericordia.com/page/il-culto-della-divina-misericordia.asp

http://www.divinamisericordia.it/spip.php?article4

 

 

 

 

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