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Santa Maria Egiziaca

Santa Maria Egiziaca

(? V sec.) 1 Aprile

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Meretrice pubblica ad Alessandria d’Egitto, spinta non dal bisogno, ma come lei stessa ammise da pura depravazione, fin quando il fuoco del desiderio carnale si tramutò in amore per Dio.

La leggenda di Santa Maria Egiziaca è stata molto popolare per lungo tempo sia in Occidente che in Oriente. All’età di dodici anni abbandonò i suoi genitori per recarsi nella grande città di Alessandria, dove visse principalmente di elemosine e della tessitura del lino. Qui per diciassette anni visse nella dissolutezza come pubblica meretrice, spinta non dal bisogno – come tante altre povere donne –ma, come ella stessa ammise più tardi, da pura depravazione. Fino a quando fu toccata dal pentimento e da lì visse per molti anni come eremita nel deserto palestinese oltre il Giordano, a quanto risulta in completa solitudine e praticamente senza cibo. I suoi capelli crebbero a tal punto che fu in grado di usarli per coprirsi quando i suoi abiti si furono completamente consumati. Alla fine fu trovata da due monaci, cui raccontò di aver fatto parte del coro della chiesa dell’Anastasia a Gerusalemme, di essere stata molto bella d’aspetto e di aver abbandonato il mondo per non tentare gli uomini e per fare penitenza. Morì poco dopo e fu sepolta dai monaci in una vicina caverna.

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La storia è narrata nelle sue linee essenziali nella Vita di Ciriaco di Cirillo di Scitopoli, il quale sostiene di avere visitato la sua tomba. La stessa storia si può trovare nel Prato Spirituale di Giovanni Mosco (ca. 550-619), il quale visse per un certo periodo in un monastero nei pressi di Gerusalemme. Non si ha notizia di un culto antico legato a Maria Egiziaca, ma la storia fu raccolta e abbellita da altri scrittori, e una più tardiva Vita Greca fu falsamente attribuita a Sofronio di Gerusalemme (ca. 560-638) nel tentativo di darle una parvenza d’autenticità.

Secondo questa versione ampliata, un giorno Maria Egiziaca vide un gran numero di persone recarsi al porto per imbarcarsi. Informatasi, scoprì che erano diretti a Gerusalemme, per la festa dell’Esaltazione della CroceAccordatasi con alcuni marinai depravati, si imbarcò anch’ella, offrendo il proprio corpo come pagamento per il viaggio. Giunta a Gerusalemme si recò con i pellegrini alla Basilica della Resurrezione, ma, entrata nel nartece si accorse che una forza misteriosa le impediva di oltrepassare la soglia del tempio, mentre gli altri, i fedeli, passavano senza difficoltà. Rimasta sola, cominciò finalmente a capire che era la sua condotta di vita a impedirle di avvicinarsi alla Croce di Cristo. Cominciò a piangere e a battersi il petto, finché non vide un’icona della Vergine, davanti alla quale pregò:4Santa_Maria_Egiziaca

«Vergine Sovrana, che hai partorito Dio nella carne, io so che non dovrei neppure guardare la tua immagine, a te che sei pura d’anima e di corpo, io – dissoluta – dovrei ispirare solo disgusto. Ma poiché il Dio che da te è nato si è fatto uomo per chiamare i peccatori al pentimento, vieni in mio aiuto, concedimi di entrare nella chiesa per prostrarmi dinanzi alla Croce. Quando l’avrò vista, ti prometto di rinunciare al mondo e ai piaceri, seguendo il cammino di salvezza che tu mi mostrerai».

Subito si sentì liberata dalla potenza che la tratteneva. Entrò nel tempio e venerò la Santa Croce; uscendo si fermò ancora dinanzi all’icona e si disse pronta a seguire la via che le sarebbe stata mostrata. Una voce discese dall’alto:

«Attraversa il Giordano e troverai la pace».

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Con l’elemosina offertale da un fedele comprò tre pani. Si fece indicare la via per il Giordano, si incamminò e verso sera giunse alla chiesa di San Giovanni BattistaSi lavò nelle acque del Giordano, comunicò ai Santi Misteri e, dopo aver mangiato la metà di uno dei pani, si addormentò sulla sponda del fiume. Il mattino successivo, risvegliatasi, passò il fiume e da allora visse per  quarantasette anni nel deserto in assoluta solitudine, senza incontrare uomo o animale.

Nel corso di primi diciassette anni di permanenza nel deserto, le sue vesti si ridussero a brandelli e il suo corpo fu esposto al caldo torrido di giorno e al freddo pungente di notte; si nutriva di radici ed erbe selvatiche. Ma più che le privazione del corpo, dovette affrontare l’assalto delle passioni e il ricordo della sua vita passata. Ma ogni volta si ricordava della promessa fatta alla Vergine e la supplicava, prostata a terra, di essere liberata dalla tentazione. Ma Dio, che “non desidera la morte del peccatore, ma che si converta e viva”, sradicò dal cuore di Maria Egiziaca ogni passione, mutando il fuoco del desiderio carnale in amore per Dio e permettendole di sopportare il deserto ostile, come se fosse stata un essere incorporeo.

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Dopo molti anni, il santo anziano Zosima, monaco nella Palestina, che si era spinto nel deserto per passarvi la Grande Quaresima, secondo un costume iniziato da Sant’Eutimio, vide un giorno un essere umano col corpo abbrunato dal sole e i capelli bianchi come la lana ricadenti sulle spalle. Il monaco corse dietro a questa apparizione sfuggente, supplicandola di dargli la sua benedizione e una parola di salvezza. Quando fu a portata di voce, Maria Egiziaca lo chiamò per nome, rivelandogli di essere una donna e chiedendo il suo mantello per coprirsi. Zosima, felice di avere incontrato un essere teoforo che aveva raggiunto la perfezione nella vita angelica, la supplicò di raccontargli la sua vita. Maria Egiziaca accondiscese e, terminato il racconto, lo pregò di ritornare l’anno successivo, il Grande Giovedì, per portarle la Comunione, dandogli appuntamento sulle sponde del Giordano.

Il giorno fissato, Zosima si recò sul Giordano e vide Maria sull’altra riva del fiume; lei, facendosi il segno della Croce, attraversò il fiume camminando sulle acque. Dopo essersi comunicata, in lacrime, disse: «Ora lascia, o Sovrano, che la tua serva vada in pace, secondo la tua parola, poiché i miei occhi hanno visto la tua salvezza» (Lc 2, 29).

Congedando Zosima, Maria Egiziaca gli diede appuntamento, per l’anno successivo, nello stesso luogo del loro primo incontro. Ma quando egli tornò, l’anno seguente, per portargliela nuovamente, la trovò morta. La seppellì con l’aiuto di un leone docile. Sembra che ci siano stati alcuni punti di contatto tra questa storia e quella di S. Maria Maddalena(22 lug.) che, secondo alcune leggende, si ritirò similmente nel deserto e utilizzò i propri lunghi capelli per coprirsi. Ritornato al suo monastero, Zosima raccontò ai fratelli la storia del suo incontro con Maria Egiziaca, che da peccatrice pubblica era divenuta un modello di penitenza e di conversione. Da allora la Chiesa ha posto la sua memoria alla fine della Grande Quaresima, come incitamento per quanti sono pigri nella ricerca della salvezza, ricordando loro che anche all’ultima ora il pentimento può riportarli a Dio.

La storia di Maria Egiziaca appare in varie raccolte di vite dei santi, incluse le Vite dei santi di Aelfric (ca. 1000) e la famosa Legenda aurea  del XXll secolo. S. Giovanni Damasceno (4 dic.) citò ampiamente la Vita attribuita a Sofronio e la considerò una fonte sicuramente attendibile.

4s. maria Egiziaca4LETTURA

Appena si fece luce, passai dall’altra parte del Giordano e chiesi alla santa Vergine che mi portasse dove a lei piaceva. Giunsi allora in questo deserto e da allora fino a oggi mi sono sempre allontanata fuggendo e nell’attesa del mio Dio, che salva i piccoli e i grandi che si convertono a lui.

(Pseudo-Sofronio di Gerusalemme, Vita di santa Maria Egiziaca 18 ) 

PREGHIERA     

In te, o madre, si è realizzata senza difetto l’immagine divina. Prendendo la croce, tu hai seguito il Cristo. Con le tue azioni hai insegnato a disprezzare la carne che passa e a occuparsi dell’anima, creatura immortale. Così la tua anima, o beata Maria, ora si rallegra con gli angeli.

È INVOCATA: – come protettrice delle peccatrici ravvedute 

Fonti: Il primo grande dizionario dei santi di Alban Butler orthodoxia.it /muniatintrantes.blogspot.com

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