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Beati FRANCESCO e GIACINTA MARTO

Beati FRANCESCO e GIACINTA MARTO 

(1908-1919) 4 aprile /  (1910-1920) 20 febbraio

Francesco e Giacinta Marto sono i due pastorelli veggenti di Fatima 1 francesco e giacintamorti come preannunciato dalla Madonna in tenera età. Ma come si sono svolti i fatti, che ruolo hanno avuto in queste apparizioni e che collegamenti vi sono stati con le altre apparizioni mariane? 

I beati Francesco e Giacinta Marto sono i bambini che a Fatima godettero dell’ apparizione della Vergine, assieme a Lucia. Francesco Marto nacque l’11 giugno 1908 e sua sorella Giacinta il 10 marzo 1910. Olimpia, madre di Francesco e Giacinta, era la sorella di Antonio dos Santos, padre di Lucia. I Marto erano devoti credenti e vivevano in maniera molto modesta del lavoro dei campi; erano molto rispettati da tutti poiché erano una coppia estremamente unita, umile, leale e virtuosa.

La piccola Giacinta aveva un carattere dolce e mitesuo fratello Francesco, di due anni più grande, aveva lo stesso carattere di suo padre: umile e dolce. La santità dei due pastorelli di Fatima è consistita nell’aver aderito pienamente al messaggio della Vergine, di pregare e fare penitenza per la conversione dei peccatori e la salvezza del mondo.

Volete offrirvi al Signore, pronti a fare sacrifici e ad accettare volentieri tutte le pene che Egli vorrà mandarvi per la conversione dei peccatori e in riparazione delle offese fatte contro l’Immacolato Cuore di Maria?”.

1 appariz
La ‘bella Signora’ vestita di luce

All’epoca delle apparizioni Giacinta e Francesco non sapevano leggere; solo Lucia, la terza veggente, di dieci anni di età, aveva fatto già la Prima Comunione. Non erano bambini particolarmente devoti. Basti pensare al modo piuttosto birichino che essi avevano di recitare il Rosario: dicevano ‘Padre Nostro’ e poi, subito infilavano le parole ‘Ave Maria’, una dietro l’altra, fino al Pater successivo. Così il Rosario finiva in un baleno e loro potevano tornare, senza rimorsi, ai loro giochi infantili.

Il 13 maggio 1917, i tre fanciulli si trovano a pascolare nella conca chiamata Cova da Iria, a tre chilometri da Fatima, quando esplode un lampo nel cielo. “Dietro la montagna c’è il temporale” – dice Lucia, impensierita –; “torniamo a casa”. Si stanno avviando a radunare le pecore quando un secondo lampo, più abbagliante del primo, li acceca. I bambini affrettano il passo, ma ecco che sopra un piccolo elce, alto poco più di un metro, splende una bellissima Signora vestita di luce, più luminosa del sole. Con un cenno grazioso li tranquillizza: “Non abbiate paura, non voglio farvi alcun male…”. Lucia domanda: “Di dove siete, Signora?”. – “Il mio paese è il Cielo”.– “E che cosa volete da noi?”. –

Sono venuta a chiedervi di venire qui a quest’ora il giorno 13 di ogni mese per sei volte di seguito, fino a Ottobre. In Ottobre vi dirò chi sono e che cosa voglio da voi…“. – “Voi venite dal Cielo? E io andrò in Cielo?”, la incalza Lucia. – “Sì, ci verrai“. – “E Giacinta?”. – “Anche Giacinta“. – “E Francesco?”. La bella Signora avvolge in un lungo sguardo carezzevole il fanciullo e soggiunge: “Anche 1.1Francesco, ma prima dovrà recitare molti Rosari…“. Poi chiede: “Siete disposti a offrirvi al Signore, pronti a fare sacrifici e ad accettare volentieri tutte le sofferenze che Egli vorrà mandarvi, in riparazione di tanti peccati con i quali viene offesa la sua Divina Maestà, per ottenere la conversione dei peccatori e in riparazione delle offese fatte contro l’Immacolato Cuore di Maria?”. Lucia di slancio, a nome anche degli altri, risponde: “Sì, lo vogliamo”. La Signora raccomanda ai bambini di dire il Rosario tutti i giorni e sparisce a poco a poco.

I pastorelli di Fatima dietro il loro gregge [dal lungometraggio “Fatima, speranza del mondo” della Sampaolofilm].

Trasmissione di RAI2 inerente FATIMA, LOURDES e MEDJUGORJE del 8 Aprile 2012.

Il ‘miracolo del sole’

I tre, pieni di gioia, al tramonto raccolsero le pecore e tornarono a casa. Lucia aveva raccomandato ai cuginetti di tacere, ma Giacinta parlò con sua madre e la notizia presto si diffuse. E con la notizia cominciarono anche i guai. Minacce, vessazioni, scetticismo generale. I bambini furono arrestati e portati in prigione per essersi rifiutati di riferire ciò che la Madonna aveva loro rivelato; minacciati addirittura di finire in una caldaia di olio bollente. Ma non batterono ciglio. Le apparizioni, in tutto sei, si susseguirono regolarmente il 13 di ogni mese. All’ultima, quella di Ottobre, c’erano oltre 1.2sessantamila persone presenti alla Cova da Iria insieme ai fanciulli. Gente venuta da ogni parte del Portogallo, per fede o per curiosità.

La Basilica di Fatima con gli stendardi delle figure di Francesco e Giacinta, il 13 maggio del 2000, giorno della loro beatificazione, proclamata dal Papa Giovanni Paolo II.

Pioveva da varie ore e una malinconia autunnale avvolgeva gli infreddoliti pellegrini. Prima di mezzogiorno, Lucia dette ordine di chiudere gli ombrelli e di cominciare la recita del Rosario. Tutti obbedirono. A mezzogiorno in punto la Signora apparve sull’elce. Sfavillava. I bambini la vedevano distintamente; la gente assiepata vedeva invece solo una nube bianca stagnare attorno ai tre piccoli. Lucia le domandò: “Chi siete e che cosa volete da noi?”. La Signora rispose di essere la Madonna del Rosario e di volere che in quel luogo fosse costruita una chiesa in suo onore. Raccomandò la recita del Rosario quotidiano, poi disse che la guerra, la Prima Guerra Mondiale, stava per finire e che i soldati avrebbero presto fatto ritorno nelle loro case.“Ma bisogna che si convertano – disse – e non offendano più Nostro Signore, che è già tanto offeso…“.1.3

Stava per congedarsi quando col dito indicò il disco del sole. Allora Lucia gridò alla folla: “Guardate il sole!”. In quel momento la pioggia cessò, le nubi si squarciarono e apparve in mezzo ad esse il sole che incominciò a ruotare vorticosamente su se stesso, lanciando in ogni direzione fasci di luce: gialla, verde, rossa, azzurra, viola… A un tratto il disco solare sembrò staccarsi dal cielo e precipitare sulla folla. La gente lanciò un urlo: “Dio mio, misericordia!”. Tutti cadderoa terra in ginocchio. Il fenomeno durò dieci minuti e fu visto anche a molti chilometri di distanza dalla Cova. Gli abiti dei pellegrini, prima zuppi di pioggia, erano misteriosamente asciutti.

I Beati Francesco e Giacinta Marto con altri ‘Santi Fanciulli’ – Pala del Santuario “Madonna di Fatima” a Città della Pieve (PG).

Costelle (1991)

Fatima nel 1991 con Papa Giovanni Paolo II e Lucia dos Santos e il Film racconto 

La santità semplice dei due pastorelli

Dopo le apparizioni, Giacinta e Francesco Marto cominciarono a trascorrere lunghe ore in preghiera, specialmente nella recita del Santo Rosario, tanto raccomandato dalla Madonna. Le parole della Vergine: “Pregate, pregate molto e fate sacrifici per i peccatori. Badate che molte, molte anime vanno all’Inferno perché non vi è chi preghi e si sacrifichi per loro…“, si stamparono indelebilmente nel loro cuore, furono il faro di tutte le loro azioni. Fin dal tempo delle prime apparizioni i bambini presero l’abitudine di dare la loro merenda ai poveri.

Per saziare gli stimoli della fame si nutrivano alla meglio con radici, ghiande, frutti selvatici. “Così si convertiranno più peccatori” – diceva Giacinta. Le loro giornate erano puntellate di giaculatorie, atti d’amore a Gesù e Maria. Giacinta ripeteva spesso: “Voglio tanto bene a Nostro Signore e alla Madonna che non mi stanco mai di dir loro che li amo”. Sicuri, per la promessa della Madre Celeste, di dover lasciare presto la terra, essi preferivano spesso saltare la scuola per fermarsi in chiesa a pregare. Soprattutto Francesco, che provava un’attrazione vivissima a consolare Gesù per i peccati con cui veniva offeso, restando in silenziosa preghiera davanti al Tabernacolo, diceva sovente a Lucia: “Senti, 1.4va’ tu a scuola e io resto qui in chiesa con Gesù Nascosto. Tanto, per me non vale la pena di imparare: fra poco me ne vado in Cielo… Al ritorno passa a chiamarmi”. E là lo ritrovava lei qualche ora dopo, in un angolo accanto al Tabernacolo.

Casa natale di Francesco e Giacinta Marto, Aljustrel.

Giacinta praticava l’immolazione nascosta per salvare i peccatori, portando una corda stretta attorno al corpo e sopportando in spirito di penitenza ogni contrarietà. Alla fine della sua vita, gravemente ammalata, fu internata in un Ospedale di Lisbona, dove morì da sola. “O mio Gesù – furono le sue parole–, ora puoi convertire molti peccatori, perché questo sacrificio è molto grande…”.

1giacinta

Francesco giunse attraverso la preghiera del Rosario ai vertici della contemplazione. Consolare Gesù e Maria era il suo proposito. Stava molto tempo in solitudine, tra le rocce e gli alberi per pregare in silenzio, come un piccolo eremita.

Ciò che due bambini, per di più analfabeti, avevano allora compreso al lume della fede era di essere, anche con i loro pochi anni, membra vive del Corpo Mistico che è la Chiesa; di qui, il dovere di contribuire secondo le proprie forze alla salvezza delle anime. Ecco allora spiegate le preghiere incessanti e i sacrifici offerti per i peccatori, come la Santa Vergine aveva loro raccomandato.

I due bambini morirono molto piccoli come aveva predetto la Santa Vergine in una delle sue apparizioni a FatimaFrancesco ricevette la Prima Comunione il 3 aprile 1919 dopo un breve periodo di malattia, e il mattino dopo, all’età di undici anni, morì, stringendo la corona del Rosario, dopo aver detto alla mamma: “Guarda che bella luce vicino alla porta…”. Il calvario di Giacinta fu più lungo, contrasse nel 1918 una bronco-polmonite, La Madonna la visitava spesso e le dava conforto nelle sue sofferenze, che erano indicibili. In breve tempo la piccola salì le vette della santità. Morì, sola, di pleurite purulenta la sera del 20 febbraio 1920, come la Madonna le aveva annunciato. Non aveva che dieci anni di età.

1francesco marto

Sono stati beatificati il 13 maggio 2000 da papa Giovanni Paolo II

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FONTI: Il grande dizionario dei santi di Alban Butler / Maria Di Lorenzo, Rivista “Madre di Dio”, maggio 2004.

 

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