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Beata Filippa Mareri

BEATA FILIPPA MARERI

(1236) 16 febbraio

Con la stessa determinazione che distinse Santa Chiara, s. filippa marerisi preservò per il suo sposo Gesù Cristo, ottenendo in cambio un cuore integro anche dopo la sua morte e conservato in un reliquiario.

Filippa nacque alla fine del XII secolo a Petrella Salto nel Cicolano (Abruzzo). La famiglia, particolarmente devota, era la maggiore proprietaria terriera della regione, essendo il padre signore feudale nel castello di Mareri. Si dice che S. Francesco d’Assisi sia stato ricevuto nella loro casa mentre predicava nella zona, ispirando Filippa a dedicare la vita alla povertà e a unirsi alle sofferenze di Cristo.

I suoi genitori però avevano già pensato di trovarle marito, ma non riuscirono a distoglierla dal suo intento ne le richieste dei pretendenti, ne le pressioni dei parenti, ne le minacce del potente fratello Tommaso, e per evitare il matrimonio Filippa si tagliò i capelli, indossò gli abiti più modesti e si tenne nascosta in un angolo della casa. Respinse un pretendente dicendo: “Ho già un coniuge, il più nobile e il più grande, Nostro Signore Gesù Cristo”. Il fratello Tommaso fece di tutto per convincerla a cambiare idea. Come Santa Chiara, ella fuggì da casa con alcune compagne e si rifugiò in una grotta (la grotta di Santa Filippa) fino al 1228, quando il suo stile di vita austero di penitenza e di unione con Dio, cambiarono il risentimento e la beffa della sua famiglia in ammirazione.

chiesaI suoi fratelli andarono a trovarla nella rientranza della montagna per chiederle perdono,  decisero di aiutarla e le donarono il castello di loro proprietà con annessa la chiesa di San Pietro de Molito, oggi Borgo San Pietro. La Santa vi si trasferì con le sue seguaci e nella nuova dimora organizzò e diresse la vita claustrale secondo il programma tracciato da S. Francesco per le Clarisse di S. Damiano. Santa Filippa Mareri è infatti la prima Santa del secondo Ordine Francescano, quello delle Clarisse. All’interno del Monastero, fondato e diretto da Santa Filippa Mareri non si faceva solamente attività spirituale; il lavoro era tenuto in grande considerazione unitamente al servizio dei poveri e all’apostolato.

Filippa Mareri non aveva eguali in zelo per la preghiera e la mortificazione, e, come San Francesco, teneva la povertà nella più alta stima. Esortava le sue sorelle di non avere la cura per il domani, e più di una volta nei momenti di bisogno della sua fiducia in Dio, è stato clamorosamente premiato con l’aiuto miracoloso. Nel monastero venivano preparate medicine da distribuire gratuitamente ai malati. La santa con il suo stile di vita, modellato alla scuola del Poverello d’Assisi, fece rivivere alcune pagine del Vangelo in un mondo che le aveva dimenticate.

S.-Filippa-Mareri1Le testimonianze riguardanti questo periodo della vita di Filippa Mareri sono tuttavia imprecise e presentano elementi sicuramente leggendari. S. Francesco nominò come direttore spirituale del convento uno dei suoi discepoli, B. Ruggero da Todi (14 gen.); venne adottata una regola simile a quella di S. Chiara (11 ago.) e Filippa Mareri divenne badessa.

Ella tuttavia non occupò a lungo questa carica: molto presto si ammalò gravemente e morì, circondata dalle consorelle e grandemente elogiata nell’orazione funebre da Ruggero da Todi. Raccoltisi intorno al suo letto di morte, li salutò e li esortò a perseverare nei loro sforzi verso la perfezione, li invitò a rimanere uniti in un amore fraterno. Dopo aver ricevuto gli ultimi sacramenti dalle mani del Beato Ruggero, si rivolse alle sorelle con le parole dell’Apostolo:

La pace di Dio che sorpassa ogni intelligenza custodirà i vostri cuori e le menti in Cristo Gesù”.

L’attuale data della morte sembra essere tuttavia inesatta: mentre la nuova edizione del Martirologio Romano la fissa al 16 febbraio 1256, fonti antiche sostengono il 13 febbraio 1236; in quest’opera si è accolta la data del 16 febbraio, ma intendendolo dell’anno 1236. Il culto della beata venne confermato da papa Pio VII il 30 aprile 1806. Nonostante sia ufficialmente indicata come “Beata”, la devozione popolare e le sue suore le hanno sempre assegnato l’appellativo di Santa.chiesa1

La sua tomba divenne presto meta di pellegrinaggi e si cominciarono a registrare grazie e favori celesti elargiti da Dio per intercessione della sua serva. Nel 1706 venne fatta la ricognizione delle sue spoglie mortali e venne ritrovato il suo cuore incorrotto, conservato oggi in un reliquiario di argento. Il titolo di Santa compare per la prima volta in una Bolla di Innocenzo IV° emanata nel 1247, quando erano trascorsi appena dieci anni dal suo transito.

Il Monastero delle Clarisse, si trova a Borgo San Pietro, frazione di Petrella Salto (RI). L’antico paese di Borgo San Pietro insieme al Monastero fondato da Santa Filippa Mareri nel 1228 è stato sommerso dalle acque del bacino artificiale del Salto, nel 1940. Il nuovo paese ed il nuovo Monastero (“abitato” dalle suore francescane di Santa Filippa Mareri) sono stati ricostruiti in prossimità della riva destra del lago.

L’antica Cappella duecentesca, dove sono custodite le spoglie della Santa, è stata ripristinata presso la nuova chiesa, con le stesse pietre originali, e decorata, previo loro distacco , con gli stessi affreschi che vi si trovavano quando l’edificio del Monastero fu dovuto abbandonare in seguito alla “costruzione” del lago artificiale. Nella penombra del luogo l’animo avverte una  emozione profonda, il cuore si muove ad una preghiera sincera.

FONTIIl primo grande dizionario dei santi di Alban Butler 

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