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Beato Pietro Donders

Beato Pietro Donders

(1809-1887) 14 gennaio

Beato_Pietro_Donders_DIl suo vescovo lo descriverà come un semplice uomo di preghieracon una fede sconfinata in Dio e una dedizione illimitata alle anime. Dividendosi tra il lebbrosario, gli indiani e gli schiavi si fece reale portatore di Cristo, nell’umiltà di una vita spesa per il prossimo.

Pietro Donders nacque a Tilburg, in Olanda, il 27 ottobre 1809, figlio di Arnold e Petronella Donders, una coppia di cattolici osservanti, poveri ma grandi lavoratori. A causa della loro povertà Pietro e suo fratello Martino dovettero presto abbandonare la scuola e  lavorare per aiutare la famiglia. Pietro mostrava già da allora un forte desiderio di diventare prete anche se ciò non gli appariva altro che una remota possibilità; il clero parrocchiale tuttavia lo aiutò a entrare come domestico nel seminario minore, dandogli il permesso di studiare nel tempo libero. A ventisei anni, dovendo entrare nel seminario maggiore, fece domanda, su consiglio dei suoi superiori, presso i gesuiti, i redentoristi e i francescani, ma fu respinto da tutti e tre gli ordini. Quando nel 1841 finalmente fu ordinato prete era già stato assegnato alle missioni olandesi in Suriname, dove si recò l’anno dopo, approdando nella capitale Paramaribo.

pietro donders.1jpgAvrebbe passato tutto il resto della vita in Suriname: prima, dal 1842 al 1866, come prete secolare e poi, dal 1866 al 1887, come redentorista. Dedicò i suoi primi quattordici anni americani alle necessità della sua parrocchia di Paramaribo, prendendosi cura della popolazione indigena, visitando i malati, catechizzando bambini e adulti, e trovando anche il tempo di andare nelle piantagioni a evangelizzare gli schiavi neri, cercando di alleviare il dolore della loro orribile condizione. Nel 1856 Pietro si recò volontariamente nel lebbrosario della colonia di Batavia; un testimone convocato al suo processo di beatificazione avrebbe detto di lui:

«La gente di Batavia amava frate Donders, non solo per i grandi servizi che ci prestava, come bendare i nostri piedi, portarci l’acqua o cose del genere, ma anche perché ci aiutava con le sue preghiere e il suo insegnamento». Si trattava di un aiuto tanto spirituale quanto materiale.

Nel 1865 il vicariato del Suriname fu affidato ai redentoristi, e il vescovo Svvinkels ne divenne il vicario apostolico. L’anno seguente Pietro e frate Romme vennero accettati come novizi redentoristi e nel 1867 presero i voti; poco dopo Pietro sarebbe tornato, con un altro prete, dai suoi amati lebbrosi. Non essendo più solo potè finalmente dedicarsi anche a un’altra sua ambizione: portare Cristo agli indiani caribi (Arrowak e Warros) e agli schiavi fuggiti nelle foreste. Beato-Donders-Tela-Beatificazione

Quest’opera lo obbligò a lunghi, difficili e pericolosi viaggi, scarsissimi di risultati quanto a convertiti, specialmente tra i caribi. A parte alcuni mesi a Paramaribo e Coronie, Pietro trascorse quasi tutto il resto della sua vita operando con fiducia assoluta in Dio e nella Beata Vergine presso i lebbrosi e gli indiani. Riguardo gli indiani ebbe il più grande successo con la tribù degli Arrovacchi; nel 1873 scriveva lui stesso ai suoi superiori, delle consolazioni ricevute dando la Prima Comunione a molti di loro e che durante la sua visita effettuata nel mese di settembre e durata sei giorni, tutti gli Arrovacchi lasciarono le loro occupazioni per non perdere niente del suo insegnamento e delle sue istruzioni.

Subì anche qualche amarezza a causa di alcuni ingrati lebbrosi, che lo fecero allontanare da Batavia per qualche tempo, ma fu compensato dalla grande festa riservatagli dagli altri per il suo ritorno, il 17 novembre 1885; questa volta però il suo soggiorno fu breve: il 14 gennaio 1887 morì pacificamente, senza lamentarsi e come sempre rassegnato alla volontà di Dio. Venne sepolto nel cimitero del lebbrosario. La sua vita interiore era intessuta dalla preghiera e dalla penitenza, interrompeva
spesso il sonno notturno per dedicare un’ora alla preghiera in ginocchio davanti al tabernacolodormiva su un asse di legno e usava la “disciplina” almeno una volta al giorno. La sua meravigliosa carità verso il prossimo gli procurò già in vita la fama di santità.

Beato_Pietro_Donders_BVale la pena citare le descrizioni fatte da due persone che lo conoscevano bene: «Era eccezionalmente tenace, provato da ogni sorta di santo eccesso; basso di statura, magro, bianco di capelli, senza denti e leggermente incurvato» (citazione del vescovo Swinkels). Il secondo testimone invece disse: «Vorrei inviarvi un resoconto delle sue grandi opere, ma il suo splendore era soprattutto interiore; non fece mai nulla di particolarmente straordinario nella sua vita quotidiana».

Non era dunque un operatore di miracoli o di eventi straordinari, ma un semplice uomo di preghieracon una fede sconfinata in Dio e una dedizione illimitata alle anime. Dopo la morte la sua fama si diffuse particolarmente all’interno della sua congregazione e, ovviamente, in Suriname e in Olanda, così che la sua causa fu finalmente presentata a Roma nel 1913; papa Giovanni Paolo II, in deroga all’obbligo dei due miracoli e accontentandosi di uno solo, lo beatificò il 23 maggio 1982. Attualmente, per ragioni non note, la causa di canonizzazione sembra essere sospesa.

Fonte: Il primo grande libro dei Santi di Alban Butler /Istituto “A.Aveta” SUORE DOMENICANE DI POMPEI

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One comment

  1. Maddalena B. ha detto:

    Leggendo questa meravigliosa e toccante storia vissuta con tanta umiltà di Pietro Donders mi fa confermare che è stato un vero servo di Dio – Quanto è bello e meraviglioso donarsi totalmente al prossimo , si sente una grande esplosione di gioia dentro che si irradia in tutto il corpo , come se ci fosse una calamita che attira a sè tutta la positività delle anime assetate e affamate di vita spirituale. Quando l’umiltà entra a far parte del nostro IO ; è tutto ancor più bello e ricco perchè ne fai parte . Ti appartiene come un polmone che ti serve per ossigenarti continuamente del tuo clero spirituale .Donarsi totalmente al prossimo ti arricchisce – Anche pregare e dedicarsi alle anime del purgatorio o dei malati – So anche che la visita al cimitero è un atto che non solo permette di ottenere l’indulgenza dei defunti , ma è occasione di sostegno di crescita spirituale per chi si reca in un cimitero . Grazie della vostra attenzione e collaborazione – il Signore ci aiuti sempre per accrescere il nostro cammino di Fede verso la Sua Gloria – Sia Lodato Gesù Cristo – Maddalena B. Buon lavoro Biscobreak