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VALTORTA 38a parte

BRANI TRATTI DALL’EVANGELO 

Maria_ValtortaCOME MI è STATO RIVELATO

di MARIA VALTORTA

7° LIBRO (38a parte)

da pag 291 a pag 350

Attraverso l’analisi del comportamento di Gamaliele (dottore della legge) Gesù cerca di spiegare le difficoltà dei più istruiti ad accogliere la sua dottrina. Rivolgerà un severo rimprovero alle mogli che abitano come estranee nella loro casa e vivono altrettanto indifferentemente il rapporto col marito. Poi un suggerimento su come aprire un cuore alla grazia…

(Gesù) Giovanni, figlio vero della Luce, si è occupato e preoccupato di far rifulgere la Luce attraverso la sua veste di Carne agli occhi degli eretici, che impugnavano la verità della Divinità chiusa in carne umana. Il Vangelo sublime di Giovanni ha raggiunto il suo scopo soprannaturale, ma la cronaca della mia vita pubblica non ne ha avuto aiuto. Gli altri tre evangelisti mostrano uguaglianze fra loro, come fatti, ma ne alterano l’ordine di tempo, perchè di tre uno solo era stato presente a quasi tutta la mia vita pubblica: Matteo, e non l’aveva scritta che quindici anni dopo, mentre gli atri li scrissero più oltre ancora, e per averne udito il racconto da mia Madre, da Pietro, da altri apostoli e discepoli.  

Gli animali sono sempre felici perché non hanno rimorsi e rimproveri nel loro cuore. Noi li facciamo infelici perché l’uomo è cattivo, irrispettoso, prepotente, crudele. E non gli basta esserlo coi suoi simili. Trabocca la sua cattiveria sugli inferiori. E più ha dentro dei rimorsi, più la sua coscienza lo punge, e più incrudelisce sugli altri. 

Il dover fare sforzo nel dire la colpa trattiene dalla stessa, e se si è compiuta, la pena dell’accusarsi è già penitenza che redime. Se poi uno soffre non tanto per orgoglio di sé e per paura del castigo, maperché sa che mancando ha dato dolore, allora, Io telo dico, la colpa si annulla. E’ l’amore che salva.

Ma dimmi, Giuda. (l’Iscariota) Cosa è che ti dà nelle mani del tuo demone? Io? I fratelli? Le donne di vizio? No. E’ la tua volontà.

(Sempre Gesù all’Iscariota) […] Vedi come è passato veloce e dolce il tempo che, se non fossi venuto a Me, sarebbe passato fra disgusto e rimorsoVieni sempre, quando hai paura di te. Il proprio io!!! Grande amico, grande tentatore, grande nemico e grande giudice, Giuda! E, vedi? Mentre è amico sincero e fedele se fosti buono, sa essere amico insincero se buono non sei, e dopo esserti stato complice si eleva a giudice inesorabile e ti tortura coi suoi rimproveri… Lui è feroce nel rimproverare… Non Io!

(Gesù alla Valtorta) Non si precipita e non si sale d’improvviso. Né nel bene. Né nel male. […] Non si arriva al delirio satanico, in cui hai visto dibattersi Giuda dopo il Delitto, se non si è tutti corrotti da aliti di Inferno, aspirati per anni con voluttà. Quando uno compie anche un delitto, ma tratto ad esso da un improvviso evento che ne sconvolge ragione, soffre ma sa espiare; perché ancor delle parti del cuore sono sane da veleno infernale. Al mondo che nega Satana, perché l’ha tanto in sé da non accorgersi più di esso, l’ha aspirato ed è divenuto parte dell’io, per fare di voi le sue vittime.

bambini7(Gesù istruisce un fanciullo)[…] in chi ti benefica è presente Dio, e perciò accogli con rispetto ogni benefizio senza pretenderlo, senza dire: “Ozierò perché c’è chi pensa a me”, senza sciupare il soccorso avuto. Lavora perché il lavoro è santo, e tu, fanciullo, sei l’unico uomo nella tua famiglia. Ricorda che aiutare la madre è onorarla. Ricorda che dare buon esempio ai fratellini e vegliare all’onore delle sorelle è un dovere. Desidera di avere il giusto e lavora per averlo, ma non invidiare il ricco e non avere desideri di ricchezze per poter godere molto. Ricordati che il tuo Maestro ti insegnò non solo la parola di Dio ma l’amore al lavoro, l’umiltà e il perdono. Sii sempre buono, Giuseppe, e torneremo a stare insieme un giorno […] non mettere la tua volontà avanti a quella di Dio. Tutti gli ubbidienti si ritroveranno in Cielo e sarà gran festa allora.

[…] Nei peccati della carne e nei fatti del tempo presente sono i semi delle punizioni futureo i fatti del futuro hanno radice in un evento antico; ad esempio, la venuta del Salvatore ha origine dalla colpa di Adamo, e le punizioni d’Israele, predette dai profeti, hanno seme dalla condotta di Israele.

gesu_e_la_samaritana(Gesù parla con una donna che non lo conosce, ma ne rimane colpita) […] Tu, madre, devi dunque accettare senza egoismi l’amore del figlio tuo per la sua donna. E santa sarai tu pure. Del resto, ogni sacrificio ha  un compenso sin dalla Terra. Non ti è dolce baciare i nipoti, figli del tuo figlio?

(Gesù risponde alle domande dubbiose di Simon Pietro su Gamaliele)Chi non è contro è con Me, anche se non sembra. Non si può pretendere che un Gamaliele, il più grande dottore che abbia Israele, oggi, un pozzo di sapere rabbinico, una vera miniera nella quale sono tutte le… sostanze della scienza rabbinica, possa prontamente ripudiare tutto per prendere… Me. Simone, è difficile anche a voi prendere Me lasciando tutto il passato…” “Ma noi ti abbiamo preso!” “No. Sai cos’è prendere me? Non è amarmi e seguirmi soltanto. Questo è molto merito dell’Uomo che sono e che attira le vostre simpatie. Prendere Me è prendere la mia dottrina, che è uguale all’antica nella Legge divina, ma che è completamente diversa da quella legge, da quell’ammasso di leggi umane che sono venute accumulandosi nei secoli, formando tutto un codice e un formulario che di divino non ha nulla.

Colui che ha desideri impuri per la moglie di un altro è adultero nel suo cuore e commette peccato. […] Però anche dico: “Guai a colui per il quale si commette uno scandalo e guai al delatore del suo prossimo” […] la giustizia di Dio chiederà ragione agli uomini anche dei desideri impuri dai quali vengono le vendette, le delazioni, gli omicidie soprattutto chiederà ragione del perchè vengono negate ai colpevoli le ore per redimersi, e perché agli innocenti viene imposto di portare il peso delle colpe altrui.

A chiunque amerà il Figlio dell’uomo, il Figlio dell’uomo darà Via, Verità, Vita per andare a Dioconoscerlo e vivere la Vita eterna. A chiunque accetterà la mia parola si apriranno in lui sorgenti di luce, per cui conosceranno il senso nascosto delle parole della legge e vedranno che i divieti non sono minacce ma inviti di Dio, che vuole gli uomini beati e non dannati, benedetti e non maledetti.

[…] Dio è fedele alle sue promesse ed ha giurato che chi crede in Lui vedrà ogni sorta di prodigio. […]

Dice Gesù: “ Dio, per coloro che hanno fede in Lui, supera sempre le richieste dei figli e dà più ancora. Credilo questo e credetelo tutti. […] Quando si tratta di concordia fra uomini, ci vuole la “volontà” degli uomini unita al desiderio di Dio.

(Gesù parla alla Valtorta di una donna, madre di un figlio malato e paragona il suo comportamento a quello delle mogli di oggi) […] fare colpa ad una madre Tobia e la moglie Annadi un difetto di nascita è stoltezza e crudeltà. Già il suo cuore è franto dalla vista della sua creatura infelice. Doppiamente è dalla parte della ragione, perché trascurata dal marito da quando è sterile, ed è a conoscenza della sua intenzione di divorzio, eppure rimane la “moglie”. Ossia la compagna fedele e sottomessa al compagno, come è voluto da Dio e insegnato dalla ScritturaNon ribellione né sete di vendetta o intenzione di trovare altro uomo per non essere la “donna sola” . “Se non tornerò col figlio guarito, ripudiami. Ma, altrimenti, non ferire a morte il cuore mio e non negare un padre ai tuoi figli”. Non sembra di sentire parlare Sara e le antiche donne ebree? Come è diverso, o mogli, il vostro il linguaggio di ora! Ma, anche, come è diverso quello che voi ottenete da Dio e dallo sposo. E le famiglie si distruggono sempre più. 

[…] siate oneste, buone, rispettose, fedeli, vere compagne dello sposo, non semplici ospiti della sua casa, o, peggio ancora, estranee che un caso riunisce sotto un tetto come due che il caso riunisce in un albergo di pellegrini. Troppe volte questo avviene ora. 

L’uomo manca? Male fa. Ma questo non giustifica la maniera di agire di troppe mogli. […]ora che troppe mogli sono delle estranee al marito, Io dico: “Coloro che non amano in anima, mente e carne il loro compagno, lo spingono all’adulterio, e se a costui Io chiederò il perché del suo peccato, non farò da meno per colei che non è l’esecutrice, ma la creatrice”.     

[…] nelle cose di Dio si deve ricorrere solo al suo aiuto soprannaturale, senza mendicare aiuti umani, interessati o utilitari.

insegna21 (2)(Gesù da un’istruzione sul modo di curare le anime) […] Nelle conversioni bisogna avere costanza. Ciò che non riesce in un anno riesce in due o più. Insistere a parlare di Dio, anche se paiono come le rocce che li ricoverano. […] L’amorosa premura che tu hai per la loro fame risveglia la loro affezione verso lo sconosciuto che pensa a loro. E quando ti ameranno ti ascolteranno anche se parli di altro che non sia cibo. L’amore prelude sempre ad un seguire colui che si è imparato ad amare. Essi ti seguiranno un giorno nelle vie dello spirito. Le opere di misericordia corporale spianano la via a quelle spirituali, le quali la fanno tanto libera e piana che l’entrata di Dio in un uomo, preparato in tal modo al divino incontro, avviene ad insaputa dello stesso individuo, Egli si trova in sé Dio e non sa da dove è entrato. Da dove! Talora dietro un sorriso, dietro una parola di pietà, dietro un panesi è iniziata l’apertura della porta di un cuore chiuso alla Grazia e si è iniziato il cammino di Dio per entrare in quel cuore. […] non è buon maestro e medico di anime chi non le sa conoscere e lavorare a seconda delle diverse loro tendenze e reazioni. Non è un lavoro facile, amici miei. Ci vuole studio continuo, abitudine alla meditazione che illumina più di ogni lunga lettura su testi fissi. Il libro che deve studiare un maestro e medico di anime sono le anime stesse.

[…] E tutte queste virtù necessarie al maestro e medico di anime, dove trovano la loro luce per vedere e capire, la loro pazienza, talora eroica, per perseverare ricevendo freddezze, qualche volta offese, la loro fortezza per medicare saggiamente, la loro prudenza per non nuocere al malato e a se stessi? Nell’amore. Sempre nell’amoreEsso dà luce a tutto, dà saggezza, dà fortezza e prudenza. Preserva dalla curiosità, che sono via ad assumere le colpe che si sono curate. Quando uno è tutto amore, non può entrare in lui altro desiderio e altra scienza che non quella d’amore.

dio occhio

[…] l’occhio di Dio ti sorveglia e la sua intelligenza ricorda.

Credevo che li guarissi subito”, dice ancora Giovanni. “Io pure, come sempre fai”. (discepolo Abele) “Sono stati grandi peccatori. Questa attesa è giusta per chi ha tanto peccato. …”

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